Presentata Berenika: “Pesaro e l’Italia sono il massimo”

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1 ottobre 2011

Di Luciano Murgia

PESARO – Iniziamo dalla fine, dall’intervento del vicepresidente Sandro Sardella, che – sollecitato da Giacomo Mariotti, responsabile dell’ufficio stampa – ha spiegato le ragioni per le quali la Scavolini ha ingaggiato Berenika Okuniewska.
“Sapete che puntiamo, da tempo, su atlete giovani e motivate che ci hanno consentito di ottenere importanti successi che collocano Pesaro nella prima fascia di valori in Italia e in Europa. Non l’abbiamo conosciuta durante le recenti sfide di Champions League. Io e il direttore sportivo Babbi la seguivamo da almeno tre anni. L’abbiamo spiata, filmata, contando anche i suoi passi. E quando l’abbiamo contattata, il suo entusiasmo ci ha confermato che avevamo ragione”.
23 anni, nata a Gdansk, Danzica, Berenika è la terza polacca nella storia della Robur Pallavolo. Prima di lei, nella squadra pesarese hanno giocato la palleggiatrice Anna Swiderek e la schiacciatrice Katarzyna Skowronska. Lei, alta 1.89, gioca centrale.
“Sembra strano, ma non sapevo di Anna. L’ho appreso solo un paio di giorni fa, quando ho detto ad Alojzy Swiderek, mio allenatore in nazionale, che ero in partenza per Pesaro…”.
Berenika è arrivata a Pesaro subito dopo l’amara sconfitta patita a Belgrado contro la Serbia padrona di casa, che ha impedito alle polacche di accedere alla semifinale. Lei non ci ha pensato due volte e con il marito Szymon, eccellente interprete (ha imparato l’italiano seguendo il nostro calcio, il suo idolo è Walter Zenga ma tifa Lazio), ha raggiunto Pesaro. Poche ore fa è stata presentata nella sede della Diba Pesaro, importante partner della Scavolini Pallavolo, che attraverso il dottor Dolcini ha espresso soddisfazione per il rapporto: “Legati allo sport pesarese, alla pallavolo e al basket, e adesso anche al calcio, siamo entusiasti di fare parte di questo progetto sportivo”
Berenika, perché proprio Pesaro, perché la Scavolini?
Prima che la giovane polacca dagli splendidi occhi verdi risponda, interviene il presidente Giancarlo Sorbini.

Berenika

Berenika e marito

“E’ una giovane motivata, motivatissima. Il fatto che subito dopo la cocente delusione sia venuta a Pesaro è una conferma importante. Ha voglia di crescere, di migliorare, vuole farlo con noi. Siamo lieti della sua prima risposta alla nostra fiducia. Berenika ci ha detto che non vede l’ora di iniziare, di conoscere le nuove compagne, di fare gruppo. Come sapete, noi non puntiamo sui grandi nomi già affermati. Crediamo, invece, nelle giovani che vogliono crescere con noi, che vedono nella Scavolini un’opportunità per migliorare le proprie qualità”.
E’ il pensiero di Berenika Okuniewska…
“Ho iniziato giovanissima, a 12 anni, nella Gedania Gdansk, la squadra della mia città. Sono cresciuta stagione dopo stagione, tanto che a 14 anni sono entrata a fare parte della prima squadra. A 16 ho avuto l’onore della prima convocazione in nazionale. Tre anni fa sono passata a una delle migliori squadra del mio paese, l’Aluprof Bielsko-Biala, con cui ho affrontato la Scavolini in Champions League. Sono state due partite tirate. In casa, puntavamo a vincere, ma non ci siamo riuscite, purtroppo per noi. Con Bielsko-Biala ho vinto uno scudetto, una Coppa di Polonia e una supercoppa polacca…”.

Berenika

La presentazione della Berenika al tavolo dirigenziale

Nel frattempo, Berenika aveva fatto un altro grande passo, il matrimonio con Szymon.

 “Stavamo insieme da tempo – racconta lui -, lei doveva cambiare città, per stare insieme abbiamo deciso di sposarci”. E che suo marito abbia scelto l’italiano quale lingua straniera per l’esame di maturità deve essere il segno del destino. In Italia, dunque…
“Per crescere ancora, per migliorare, per alzare il mio livello, dovevo giocare in un campionato di altissimo livello. In Polonia si dice che quella italiana è la migliore scuola, che il vostro campionato vanta un’organizzazione di gioco straordinaria. Tutto è perfetto. Ciò consente di vincere partite che sembrano perse. Confido che questa peculiarità del volley italiano favorisca anche la mia crescita. Dopo cinque stagioni nella serie A polacca, sentivo l’esigenza di confrontarmi in un torneo superiore. Ho scelto Pesaro e l’Italia perché qui si gioca una pallavolo di altissimo livello, dove ogni palla pesa tantissimo, dove si curano i dettagli che cambiano le sorti di una gara. Sono orgogliosa di essere qui con voi, spero di essere utile alla Scavolini. Di Pesaro e della società ho parlato più volte con Kasia Skowronska. Mi ha detto che la città è meravigliosa, che non c’è posto migliore per giocare e per vivere. Lei non voleva andare via”.
Come si definirebbe tecnicamente?
“Mi piace molto attaccare, ma farò di tutto per migliorare anche in tutti gli altri aspetti del gioco. Attaccando, preferisco il primo tempo, ma, dopo avere visto in azione Francesca Ferretti, sarà bello giocare anche la fast a un piede…”.
Già, la specialità di Martina Guiggi, il capitano che lascia Pesaro dopo sette anni. Una responsabilità, per lei, sostituire Martina.
“Martina è giocatrice bravissima, direi insostituibile. Non penso che si possa prenderne il posto. Prometto, però, che farò di tutto per non farla rimpiangere”.
Conosce Paolo Tofoli? Sa che è un grande del volley italiano?
“Non l’ho visto giocare, ma ho letto dei risultati ottenuti. La sua grande esperienza mi sarà d’aiuto”.
Siamo rimasti sorpresi dal ko polacco con la Serbia.
“Siamo deluse, delusissime. Sentivamo il peso della partita e abbiamo finito per pagare lo stress negativo che ciò comporta. Solo Kasia ha giocato alla grande, tutte le altre no”.
Ha avuto modo di conoscere le azzurre della Scavolini?
“Conosco Ortolani da sempre. Abbiamo la stessa età, ci incontriamo da anni a livello di nazionali. Serena è una delle migliori giocatrici. E di Francesca Ferretti, che pure è poco utilizzata nell’Italia, ho apprezzato moltissimo la collaborazione con Martina Guiggi. Sono felice di poter giocare con lei, spero che il gioco sviluppato funzioni anche con me”.
Una curiosità: anche a Berenika, come ad Alix Klineman, piace la pallacanestro.
“Cristiano, il fisioterapista della nazionale polacca, è di Modena. Lui mi ha detto che Pesaro ha una grande tradizione nella pallacanestro, che ha una grande squadra e un bellissimo palazzo dello sport”.

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