Trapiantati in bicicletta: una voce di speranza per chi è in attesa

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1 ottobre 2011

I protagonisti del “Granfondo Trapiantati” hanno visitato i pazienti ricoverati o impegnati in una seduta di Dialisi al San Salvatore

 

TRAPIANTI

L'arrivo al S.Salvatore

PESARO – Stanchi ma contenti. In meno di una settimana hanno girato le Marche in bibicletta e compiuto la loro missione: portare il messaggio della donazione di organi e tessuti tra le scuole, le istituzioni, le associazioni di volontariato e gli ospedali. Più di 400 chilometri, declinati in 5 tappe, per chiudere l’ottava edizione del “Granfondo trapiantati”, evento organizzato dall’Associazione Amici del Trapianto di Fegato, proprio al San Salvatore, presidio ospedaliero degli Ospedali Riuniti Marche Nord.

trapianti

Foto di gruppo per i ciclisti arrivati a Pesaro

Una carovana di 32 persone, di cui 12 trapiantati, sono arrivati in sella ad una bicicletta all’ingresso del nuovo pronto soccorso, parcheggiato i mezzi e incontrato medici, sanitari e le associazioni di volontariato direttamente coinvolte con il trapianto di organi e tessuti. Sembrano tutto eccetto persone che hanno subìto un trapianto di fegato, midollo, cuore o reni. Ma tra di loro ci sono storie commoventi che hanno deciso di condividere con i pazienti ricoverati o impegnati in una seduta di dialisi al San Salvatore. Ecco perché dopo una breve sosta nell’ex biblioteca dell’ospedale per bere e mangiare qualcosa, non hanno perso un minuto e, insieme al direttore della Dialisi Marina Di Luca, hanno visitato il reparto e conosciuto chi, per un motivo o per l’altro, si trovava ospite nella struttura. “Lo scopo – racconta il primario – è dare speranza a queste persone. Noi seguiamo circa 80 pazienti trapiantati, collaboriamo con il centro di Ancona e siamo in prima linea nel programma di inserimento precoce  in lista di attesa. Un impegno importante perché i tempi di attesa per un trapianto si aggirano intorno ai due anni e accelerare l’inserimento è fondamentale. Inoltre lavoriamo per incentivare i trapianti da vivente, che in Italia non arrivano neppure a duecento l’anno”.

Insieme a tutto il personale sanitario e medico coinvolto nell’espianto di organi, ad accogliere i ciclisti anche varie associazioni di volontariato: in prima fila Piero Prosperi di Admo (associazione donatori midollo osseo), Franca Muretto di Ail e Agostino Falcioni di Ato (Associazione Trapiantati d’Organo). L’evento “Granfondo trapiantati”, organizzato dall’Associazione Amici del Trapianto di Fegato e dalla sua presidentessa Valentina Lanfranchi, con questa marcia sulle Marche ha dato la possibilità di riflettere sul valore della donazione di organi e tessuti come possibilità concrete messe a disposizione della scienza per salvare vite umane. E l’azienda Marche Nord con i numeri del 2010 è stata  una delle prime realtà delle Marche: sette espianti al San Salvatore e tre al Santa Croce.

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