Matteo Panichi insegna ad allenarsi bene

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3 ottobre 2011

Matteo Panichi

Matteo Panichi in azzurro

di Luciano Murgia

PESARO – Fiorentino di 39 anni, festeggiati lunedì scorso, a Pesaro dal 1989, studente modello ed eccellente giocatore, anche se in molti avrebbero scommesso in una carriera più esaltante (“E’ il nuovo Dell’Agnello”, lo definiva l’allora general manager Santi Puglisi), dopo avere indossato – in serie A – la casacca di Scavolini (sette stagioni in tre differenti cicli), Rimini, Virtus Bologna, Varese e Forlì, ha appeso le scarpette al chiodo e mette in pratica le conoscenze apprese alla facoltà di Scienze Motorie e le esperienze maturate sul parquet.

La scorsa stagione, Matteo Panichi era preparatore atletico della Fabi Shoes e del settore giovanile della Scavolini Siviglia, ma anche assistente di Francesco Cuzzolin nella Nazionale maggiore. Adesso, lasciata Montegranaro, prosegue il rapporto con la Vuelle e con gli azzurri di Pianigiani e avviato una nuova attività a Pesaro, sua città d’adozione, dove ha messo su una splendida famiglia.
Con Francesco Macchniz, anch’egli noto nella pallacanestro, circa un anno fa abbiamo aperto una palestra che propone l’allenamento funzionale. Però siamo a pieno regime solo da qualche mese”.

Cosa significa “allenamento funzionale”?
E’ una tendenza nuova che arriva dagli Stati Uniti e sta prendendo piede nelle grandi città italiane. Noi crediamo molto in questa nuova tendenza. Mettiamo conoscenza ed esperienza al servizio di chi vuole allenarsi con metodologie all’avanguardia che sopperiscono alla palestra tradizionale: non ci sono macchine, il lavoro lo fa il corpo. Le basi sono soprattutto il movimento e il lavoro addominale, la fluidità e la coordinazione. Si potrebbe affermare che si tratta di un ritorno a vecchie strategie con conoscenze nuove. E’ un po’ come ci si allenava una volta, con il corpo libero e attrezzi spartani che però danno sensazioni più vere all’organismo”.

Come quando nella palestra di una volta gli attrezzi erano quadro e spalliera svedese, fune, cavallina, materasso?
Non proprio così, ma ci si avvicina abbastanza. E’ un ritorno a quel che si faceva in passato unito a conoscenze scientifiche aggiornate. Aggiriamo il lavoro fatto dalle macchine, con le macchine, che è “stupido” per la muscolatura perché il nostro corpo deve essere considerato globalmente, con muscoli, cervello e sistema nervoso, e non in maniera analitica”.

Requisiti particolari?
Nessuno. E’ una metodologia che fa bene a tutti, allo sportivo praticante come alla casalinga; non ci sono controindicazioni”.

Le risposte ottenute?
Molto buone. Chi ha provato, ne ha ricavato beneficio e i risultati sono abbastanza immediati sia per la vita quotidiana sia per chi è assiduo praticante sportivo. E’ una bella soddisfazione riuscire ad aiutare chi ne ha bisogno. Chi viene, parla di noi, diffondendo un messaggio positivo. Il passaparola sta funzionando. Siamo contenti”.

Come siete contattabili?
Il sito internet è in corso d’aggiornamento, ma siamo presenti su facebook a core360. Core in inglese significa nucleo del corpo, la parte addominale, e 360 è sinonimo di giro a 360 gradi. La palestra è in Via degli Abeti 9/A, vicino al palazzo dello sport“.

Matteo Panichi di esperienza ne ha maturata tanta.
Sono molto contento di essere rimasto nel mondo dello sport, della pallacanestro, perché rappresenta la passione della mia vita. Mi piace aggiornarmi continuamente per approfondire la conoscenza della preparazione fisica nel settore. Avere giocato a buon livello mi aiuta a capire meglio le problematiche, a entrare in sintonia con i giocatori di oggi, con i loro pensieri. Mi aiuta anche nel lavoro di staff, certamente particolare. Sapere come si collabora con un capo allenatore e con il medico sportivo è molto utile”.

Un’esperienza che aumenta ogni raduno azzurro.
Ho concluso da poco la mia seconda stagione nello staff della Nazionale. Un punto di partenza, ma anche un traguardo che ritengo importante a livello personale, perché essere assistente di Cuzzolin è un master di altissimo livello: Francesco è il numero uno in Europa, stimato anche nella Nba, visto che è stato il preparatore dei Toronto Raptors. Vorrei mettere questa bella esperienza a disposizione di altri”.

 

Un commento to “Matteo Panichi insegna ad allenarsi bene”

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