Bryant, ipotesi una sola partita contro la Benetton

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6 ottobre 2011

Kobe Bryant

Kobe nei giorni milanesi

PESARO – Entrare nel sito web del Los Angeles Time per cercare le ultime notizie su Kobe Bryant e incappare in una triste notizia, soprattuto per chi scrive su un MacBook: la morte, a soli 56 anni, di Steve Jobs, l’inventore di Mcintosh, Ipod, Iphone e Ipad, l’uomo che da Cupertino ha regalato al mondo il piacere di mordicchiare una mela è stato sconfitto da un tumore al pancreas malgrado un trapianto.

Dunque, mentre in California è ancora notte fonda, la notizia sulle prime pagine dei quotidiani on line e cartacei è e sarà  la morte del guru di Apple.

Poco spazio a Kobe Bryant, per raccontare che il suo agente Rob Pelinka avrebbe dato la disponibilità a giocare una sola partita, il 16 ottobre contro la Benetton Treviso, a “soli” 2 milioni di dollari. Claudio Sabatini, presidente della Virtus, spera(va) in qualcosa di più. Fosse davvero così, anche a chi è favorevole all’operazione Bryant – e chi scrive lo è – sembrerebbe una presa in giro totale, un’operazione che non farebbe bene al basket se non per il circo mediatico che la circonderebbe almeno 48 ore. E Kobe, che si dice innamorato dell’Italia, ne uscirebbe malissimo, soprattuto se messo a confronto con Tony Parker, che ha scelto di giocare a Villeurbanne a 1.500 euro al mese.

Non resta che attendere sviluppi di una vicenda – iniziata in maniere eclatante – che potrebbe avere un epilogo avvilente. E che sia stata l’Associazione dei Giocatori Nba ad avere chiesto a Kobe di fare un passo indietro, nel momento in cui tanti colleghi sono rimasti senza lavoro e senza ingaggio, è semplicemente ridicola. Se uno fa un passo indietro, non chiede 2 milioni per disputare una partita.

L.M.

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