La burocrazia ottusa: una signora nata a Pola non può esistere

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6 ottobre 2011

di Roberto Terenzi

PESARO – “Buon giorno, dovrei fare questo documento…”.
“Buon giorno a lei, signora. Serve data e luogo di nascita e di residenza e le due province, se sono diverse…”, risponde l’impiegato, un impiegato di qualunque ufficio.
“Sono nata a Pola, ma risiedo a Pesaro da tanto tempo…”, precisa la signora.
“Dunque, vediamo… Cara signora, Pola non esiste, è località sconosciuta al nostro computer”, risponde, mesto, l’impiegato. E per la signora pesarese è impossibile ottenere l’agognato documento.

 

Pola sito web

Un sito web che parla di Pola

 

Sembrerebbe impossibile, ma è la realtà che deve subire una signora pesarese nata nel 1936 in Istria, a Pola, stupenda città della costa croata, italianissima sino al 1952 (liberazione di Trieste). Una situazione a dire poco incredibile, inspiegabile se non con l’ottusa burocrazia italiana che la obbliga a lunghe attese per ottenere documenti importanti necessari anche per ricevere i benefici che spettano a tutti i cittadini.

La signora ha una colpa, anzi l’avrebbe secondo il computer di un importante istituto che non riconosce Pola, che i croati hanno trasformato in… Pula. Già, il computer non ha Pola, oggi Pula, fra i luoghi d’origine dei cittadini. Magari è più facile ottenere un documento a chi è nato a Casablanca, oppure a Lagos o magari a Kabul, ma Pola, anzi Pula, proprio no.

Insomma, la signora paga per essere nata in una città italianissima che dopo gli eventi bellici della Seconda Guerra Mondiale è passata prima alla Jugoslavia e poi, dopo lo smembramento dell’ex repubblica federativa, alla Croazia. Lei, però, è italiana da sempre, come confermano l’anagrafe cittadina e i documenti di identità. Però – dopo avere atteso inutilmente i documenti indispensabili – si è sentita dire dall’impiegato – che peraltro non ha alcuna colpa – che il computer non riconosce la signora in quanto non rileva il luogo di nascita. Sì, proprio così, non lo riconosce. Ed accade più volte, in diversi istituti ed enti.

Eppure – curiosa coincidenza – sia la provincia di Pesaro e Urbino sia la provincia di Pola hanno identica sigla anche nelle targhe automobilistiche: PU. Come la sigla del nostro quotidiano on line.

La signora – ironicamente – ha commentato a bassa voce perché al contrario dell’ottusità di chi ha programmato il computer dell’istituto, non è abituata ad alzare la voce: “Non ne posso proprio …pu!”.

 

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