Matteo Ricci: «Si chiude il pozzo del Burano»

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10 ottobre 2011

Le prime piogge migliorano la situazione ma permane l’allerta: confermate tutte le altre disposizioni. Soddisfazione per una crisi gestita bene. E si torna alla carica con Enel sulla pulizia degli invasi
Burano Cagli

Burano, Cagli

PESARO – Si chiude il pozzo del Burano, ma Provincia e comitato di protezione civile non abbassano la guardia. E’ il presidente Matteo Ricci, dopo il vertice dell’organismo riunito questo pomeriggio in via Gramsci sull’emergenza idrica, ad annunciare le ultime disposizioni: «Le piogge dell’ultimo week-end, anche se non particolarmente consistenti, hanno quantomeno migliorato la capienza degli invasi e la portata dei fiumi. Chiudiamo il pozzo del Burano, ma restano in vigore tutte le precedenti misure adottate nei giorni scorsi». Tra cui «il divieto di prelievo e di utilizzo, a qualsiasi uso, di tutte le acque superficiali o attinte del territorio, ad eccezione dei prelievi suscettibili di utilizzo nell’ambito dell’uso umano». L’allerta, dunque, rimane. «Anche perché nei prossimi giorni non sono previste precipitazioni e il monitoraggio continua incessantemente – aggiunge il presidente della Provincia –. Rinnoviamo quindi l’appello per evitare consumi e utilizzi impropri di acqua. In più, abbiamo chiesto a Marche Multiservizi e Aset di mantenere fisso il livello dei prelievi sui 540 litri al secondo, come fatto in questi giorni di emergenza, invece dei 600 litri al secondo ordinariamente prelevati, in attesa che la situazione si stabilizzi». C’è soddisfazione perché «visto il grande livello di siccità che si è protratto per mesi, la situazione è stata gestita con la massima collaborazione di tutti i soggetti coinvolti. E la crisi idrica senza precedenti non ha prodotto problemi per la cittadinanza». E si torna alla carica sulla questione pulizia degli invasi: «Nei prossimi giorni, insieme al presidente dell’Aato Alighiero Omicioli, andremo in Regione e chiederemo all’Enel, congiuntamente, di ripulire quanto prima almeno la diga di Tavernelle. Su questo faremo fronte comune».   

 

Un commento to “Matteo Ricci: «Si chiude il pozzo del Burano»”

  1. victor 47 scrive:

    Penso che a nessuno sia venuto in mente di monitorare le falde che insistono su quell’acquifero durante l’apertura e uso delle acque del Burano; sarebbe un peccato perchè si sarebbe sicuramente verificato che le enormi potenzialità di quell’acquifero possono dare acqua ( non si trascuri: minerale) a una fetta consistente della provincia con una oculata e ben progettata batteria di pozzi sul fondo valle. Andiamo in cerca di fonti rinnovabili ( sole, vento, idroelettricità, ecc, ) e non utilizziamo, se non in emergenza, la fonte rinnovabile per eccellenza costituita da queste acque soterranee, già potabili di suo. Oltretutto per farle scorrere sul greto del Metauro durante le emergenze rendendole non potabili.
    Meditate gente, assessori, consiglieri e politici in genere, volete dare un esempio di programmazione del territorio invece di agire solo in emergenza?

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