Overtime, con Federico Buffa chiusura col botto

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10 ottobre 2011

Dall’epopea radio di “Tutto il calcio…” alla mostra di Diabolik: buona affluenza per la 1a edizione

Federico Buffa

Federico Buffa assediato dai fan

PESARO – È stata la presentazione del romanzo “Black Jesus” (Libreria dello Sport, 2010) a chiudere ieri pomeriggio il fitto calendario della prima edizione di “Overtime – Festival nazionale del racconto e dell’etica sportiva” (Pesaro, 6/9 ottobre), la prima rassegna in Italia dedicata interamente allo sport e alla sua narrazione: dal libro al cinema, dalla fotografia al fumetto, dalla radio alla tv. Ospite della sala del Consiglio Provinciale l’autore Federico Buffa, giornalista di SkySport e voce apprezzata per le telecronache del basket Nba.

Davanti a un pubblico di circa 300 spettatori, Buffa non ha mancato di dire la sua sulla vicenda della serrata che ha per protagoniste le stelle della pallacanestro americana. “I campioni non scenderanno dall’Olimpo – ha spiegato – Il lockout è solo una questione economica, perché la Nba fa girare 4,3 miliardi di dollari”.

Tante le firme della letteratura e del giornalismo che si sono alternate a Pesaro nel weekend. Riccardo Cucchi (caporedattore sport Giornale Radio Rai) ha raccontato l’epopea della storica trasmissione “Tutto il calcio minuto per minuto”: “Voci come quelle di Enrico Ameri e Sandro Ciotti sono state la colonna sonora delle domeniche degli italiani. Molte cose sono cambiate oggi, con un calendario spalmato su più giorni, ma le emozioni restano. La partita più sorprendente che ho raccontato? Perugia-Juventus del 2000, con i bianconeri che perdono lo scudetto all’ultima giornata e i tifosi laziali all’Olimpico che ascoltano la mia radiocronaca in diretta dal ‘Renato Curi’”.

Carlo Annese, autore de “I diavoli di Zonderwater” (Premio Bancarella 2011), ha descritto il grande lavoro storico di ricerca dietro il romanzo che per primo ha raccontato la storia del campo di prigionia in Sudafrica durante la Seconda guerra mondiale, dove migliaia di italiani sopravvissero grazie allo sport. “Mi sono innamorato di queste storie dal primo momento – ha detto – Più andavo avanti, più non riuscivo a credere a quello che scoprivo. Se il mio editore non mi avesse fermato, avrei continuato la ricerca all’infinito”.

Grande e costante l’afflusso alle due mostre allestite nella suggestiva cornice dei sotterranei di palazzo Gradari: “Diaboliko sport”, con tutte le tavole che legano Diabolik alle varie discipline, dallo sport all’automobilismo, messe a disposizione dalla casa editrice Astorina di Milano; “Dreaming your game”, realizzata dall’artista maceratese Roberto Mazzola e curata da Federico Ferretti nipote e collaboratore del premio Oscar Dante Ferretti.

“La risposta del pubblico è stata incoraggiante – ha detto Michele Spagnuolo, presidente della Pindaro Eventi e organizzatore della kermesse – Come tutti i debutti, anche questo è stato un esperimento e possiamo dirlo riuscito. L’appuntamento è per la prossima edizione”.

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