Kobe, Troutman e l’uguaglianza competitiva

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12 ottobre 2011

Chevon Troutman

Chevon Troutman

PESARO – Ammesso e non concesso che Kobe Bryant giochi davvero una o più partite ufficiali con la maglia della Virtus Bologna, uno degli argomenti più adoperati dai nemici di questa opportunità è la possibile mancanza di uguaglianza competitiva laddove Kobe dovesse interrompere in fretta il rapporto con il basket italiano. Bene, anzi male, l’equità competitiva è sconosciuta alla nostra pallacanestro. L’ultimo esempio arriva – ancora una volta – da Avellino, anzi da Monaco di Baviera, dove il Bayern ha diffuso un comunicato assai triste per il nostro basket: “Il Bayern Monaco ha ufficializzato con un comunicato la firma di Chevon Troutman fino al termine della stagione. Il lungo americano arriva dalla Sidigas Avellino con cui ha disputato le ultime due stagioni. Nell’ultimo anno Troutman ha viaggiato ad una media di 14.6ppg, 8.3rpg e 2.7spg prima che un infortunio lo mettesse fuori causa per tutta la seconda parte di stagioni”. Ancora stamattina Troutman figura nel roster avellinese.

Lo scorso anno, con il caso Thomas, Avellino ha cancellato l’uguaglianza competitiva. Quest’anno è sulla giusta strada. Ci sono società che pagano gli stipendi regolarmente, altre in ritardi più o meno brevi, altre ancora che dopo un paio di mesi non pagano proprio, causando scioperi in bianco. E’ forse questa l’uguaglianza competitiva che l’arrivo di Bryant, e la successiva partenza, altererebbe?

l.m.


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