Pirati pesaresi contro la corazzata milanese

di 

13 ottobre 2011

Luca Dalmonte e Marco Bedinotti

Luca Dalmonte intervistato da Marco Bedinotti questo pomeriggio sul parquet dell'Adriatic Arena

di Luciano Murgia

PESARO – Il ritorno di un amico… Ma va! Può essere un amico chi ritorna alla guida di una corazzata, che – vista in tv contro Varese – sembrerebbe destinata a fare polpette di una Scavolini Siviglia priva di White e Traini?

Eppure Scariolo è un amico, di Pesaro (non di tutti i pesaresi, perché alcuni – pochi o molti è difficile da quantificare, perché poi quando uno vince si ritrova sospettabili compagni di carro – non lo amarono visceralmente) e di coach Luca Dalmonte, che di Sergio fu fidato collaboratore alla – se il termine non va di traverso a qualcuno -Fortitudo Bologna.

Tre anni e mezzo”, precisa coach Dalmonte, accomodato su una sedia collocata sul parquet, mentre osserva la “panchina dei giornalisti”. Quando Seragnoli esonerò Scariolo, affidò la Effe a Dalmonte, che da capo allenatore vinse il derby e poi lasciò il posto a Valerio Bianchini. Corsi e ricorsi della storia che in vista dell’anticipo della seconda giornata (sabato, ore 18, diretta su La7) propone una sola certezza. Arriva una EA7 Emporio Armani lunga da Milano fino a Pesaro. E le manca pure Jeff Viggiano, tanto per non negarsi nulla.

Pesaro, invece, non avrà un giocatore fondamentale nella costruzione della nuova squadra, il tipo che già lo scorso anno ha fatto male a Milano, un giocatore da 20,2 punti a partita (stagione 2010/11). Scusate se è poco. E mancherà anche Andrea Traini, cambio del play. Di là, invece, una squadra che contro Varese ha chiuso con sei giocatori in doppia cifra, dodici giocatori dodici utilizzati con un minimo di presenza sul parquet di 10 minuti (Rocca, unico con tabellino intonso) e un massimo di 27 minuti per la mente, Omar Cook.

Dunque, se ci fermassimo al roster, ai nomi, a Gallinari, a Scariolo, ci sarebbe da restare a casa. Per fortuna, lo sport non è una somma di nomi, non ha certezze. E talvolta le motivazioni, il cuore, la voglia e l’intelligenza possono stravolgere il più scontato dei pronostici.

Lo sport è sfida – dice a voce bassa coach Dalmonte, ma si capisce che lo urlerà nel chiuso dello spogliatoio – e noi dovremo vivere come tale la partita con Milano, pronti ad andare oltre i nostri limiti”.

Una partita da Sector No Limits, dove tutti gettano il cuore oltre l’ostacolo…
Per costruire insieme qualcosa di importante” aggiunge il coach imolese. “Perché al salto a due i titoli e la forza non contano, anche se contro Varese ho visto una squadra che ha l’atteggiamento di chi si sente capace di stritolare chiunque, in difesa e in attacco”.

Come attaccare Milano?
Come fanno i pirati. Con i blitz capaci di intaccare i punti fermi dell’Olimpia, il sistema di gioco che sta costruendo Scariolo…”.

Dalmonte, interista, torna indietro nel tempo, quando la Juventus provò ad opporsi all’Inter di Helenio Herrera con un altro H.H., con l’Heriberto Herrera, HH2, che esaltava il movimento, anzi il “movimiento”.
Hanno taglia superiore, se ci fermassimo, ci cancellerebbero… Mi chiedete da dove iniziare ad attaccarli? Mi scuso per il paragone, ma è come se uno scegliesse di attaccare gli Usa dalla cosa ovest e non dall’est. L’equilibrio di Milano – già straordinario visto che siamo solo alla seconda giornata – si basa molto sugli esterni. Mandano Mancinelli a giocare 3 spalle a canestro. E così può fare Hairston da 2. Non dimenticando che lo stesso Gallinari copre molto bene il ruolo di ala piccola. In più hanno Bourousis, la boa…”. Di un boa constrictor “che a prescindere da chi è in campo non accusa cali, che varia i quintetti senza perdere consistenza, sostanza, continuità”.

Una squadra infinita.
Si divertirà Giommi (lo speaker dell’Adriatic Arena; ndr), a presentarla”, scherza Dalmonte.

Eppure anche la Scavolini Siviglia può contare su un’individualità che a classe non è inferiore ai milanesi. E ha tanta voglia di cancellare la prova di Biella. Jumaine Jones. Come ha reagito alla prestazione – inesistente – in Piemonte?
Ha lavorato bene. Lui è il primo a essere consapevole. Nessuno gli ha detto nulla. In questi casi, enfatizzare – spiega il coach – può essere pericoloso. Ci sono altri mezzi per ribadire la fiducia a un giocatore, messaggi pratici e verbali per fargli sentire il nostro sostegno”.

A prescindere dal lavoro svolto insieme, Scariolo ha espresso sempre stima per lei, allenatore e persona.
Sono onorato che questo succeda, per la persona che lo dice. Ma ne sarei felice se le stesse parole le adoperasse chi mi serve un caffè la mattina”.

La squadra come ha reagito al ko?
Con la convinzione del lavoro fatto, di come era stata preparata la partita, di come è stata giocata, ma anche di come è stata gestita negli ultimi minuti. Il gruppo è insoddisfatto, ma convinto. E i tifosi sappiano che i ragazzi danno sempre il 100 per cento perché credono in una stagione migliore. Siano certi che questa squadra lavora con impegno, fatica, suda per la maglia, per la società e per il pubblico”.

Può darci qualche indicazione sul recupero di White, che in molti sognavano in campo contro Milano?
James prosegue il lavoro differenziato. Dovrebbe tornare in gruppo la settimana che precederà la trasferta a Cantù. Su Traini non abbiamo ancora certezze. Durante la sosta organizzeremo un paio di amichevoli”.

Intanto, gli abbonamenti dovrebbero essere intorno ai 4.000 ed è possibile acquistare la tessera fino al 27 ottobre.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>