Croce Italia Marche, la Filt Cgil vuole tutelare i dipendenti

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17 ottobre 2011

Durissima nota del sindacato regionale e provinciale contro forze politiche e sindacali “che tutto fanno fuorchè difendere i lavoratori”

 

PESARO – Sulla controversa vicenda di Croce Italia Marche, intervengono, con una nota, la Filt Cgil regionale e quella provinciale.

“Ci sembrano davvero paradossali e incredibili le notizie apparse sulla stampa nei giorni scorsi riferite a Croce Italia Marche – scrivono i segretari regionale Fabrizio Fabbietti e quello provinciale Maurizio Amadori-. Innanzitutto non riusciamo a comprendere il ruolo dei ‘coordinatori Fli’ che tirano in ballo incontri richiesti dall’ Ugl: quella stessa sigla sindacale  che ha costretto la Ausl di Rimini al pagamento diretto dei dipendenti.  Un’incredibile forzatura senza la quale Croce Italia Marche avrebbe potuto già pagare 2 stipendi ai dipendenti marchigiani, e oggi, forse anche 3.   

Solo questo potrebbe far pensare ad un disegno politico che nulla ha a che vedere con le ragioni sindacali dei lavoratori e,  leggendo della “sponsorizzazione” della Croce  Rossa da parte di Fli, crediamo sia facile  trarre le conclusioni.

E’ vero che i dipendenti di Croce Italia Marche  sino a lunedì scorso vantavano un credito di 3 stipendi arretrati ( e non 4 per come erroneamente scritto da Fli) ma è altrettanto verso che uno stipendio è stato pagato e  mercoledì prossimo i lavoratori riceveranno un ulteriore stipendio arretrato. A quel punto mancherà solo una mensilità.

La situazione di Croce Italia Marche è difficile e non è completamente risolta; bene lo sa  la Filt Cgil che l’ha seguita sin dal primo momento sia dalla sede regionale sia da quella di Pesaro Urbino.

Mentre la Cgil ha dimostrato ancora una volta di avere a cuore le sorti dei lavoratori, certe forze politiche sembrano essersi adoperate per mettere in difficoltà questa Società e di conseguenza i lavoratori, sponsorizzando il volontariato.

 Perché, ci chiediamo, sponsorizzare proprio la Croce Rossa e non altre associazioni onlus?

Premesso che abbiamo il massimo rispetto per la Croce Rossa, va però ricordato che essa deve e può agire nel perimetro di sua competenza senza mettere in discussione centinaia di posti di lavoro e una Società che opera da oltre 15 anni a livello nazionale.

Vogliamo ricordare ai signori di Fli e Ugl che i contributi sono regolarmente pagati sino a settembre, e che, se conoscessero i regolamenti, saprebbero che senza  il Documento unico di regolarità contributiva (Durc) in regola, le amministrazioni non pagano. Per quanto riguarda il caso La Spezia, gli ricordiamo che è la Società ad aver subito danni gravissimi essendo stata “costretta” a garantire il servizio per quasi 2 anni con costi superiori al ricavo di appalto.

La Cgil vuole salvare Croce Italia Marche per salvare centinaia di famiglie che percepiscono uno stipendio nel rispetto del contratto di lavoro, le chiacchiere e i provvedimenti contro li lasciamo agli altri”.

2 Commenti to “Croce Italia Marche, la Filt Cgil vuole tutelare i dipendenti”

  1. Massimo Curzi scrive:

    Mi permetto di intervenire in questa polemica in quanto diretto interessato; sono un dipendente di una azienda “sorella” di Croce Italia Marche, Croce Verde di Fano.
    Le affermazioni della CGIL non possono che portare una ventata di aria nuova e salutare sulla vicenda che oramai da mesi stà attanagliando le vite di centinaia di colleghi, ho solo qualche dubbio: perchè un sindacato ,soprattutto come la CGIL, giudica male un ‘azione che ha risolto , anche se in parte, le difficoltà di alcuni lavoratori avvalendosi di uno strumento più che legittimo, previsto nel capitolato d’appalto? Perchè , un sindacato come la CGIL ha permesso che la situazione scivolasse così in basso mettendo a rischio l’economia di tante famiglie ? Perchè un sindacato come la CGIL sembra avere tanto a cuore le sorti di un’azienda privata sorvolando sul suo singolare comportamento? Perchè in altre provincie la CGIL si comporta molto diversamente chiedendo che sia un tribunale a dirimere la questione, che per onore di cronaca non si limita solo all’aspetto economico? Perchè la CGIL ha rinunciato ad occuparsi degli attriti ormai storici che invadono gli ambienti delle altre croci?
    Forse per risolvere al meglio i vari conflitti che stanno indebolendo il settore, per rigenerare il necessario entusiasmo di noi operatori impiegati in un settore così delicato occorre sicuramente avere finalmente il coraggio di sollevare il coperchio e vedere cos’è che c’è nella pentola, avendo premura però di proteggersi gli occhi dall’inevitabile fumo.

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