Dismissione tratta Fano-Urbino, l’Udc non ci sta: “D’Anna, populismo inconcludente”

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17 ottobre 2011

Davide Del Vecchio, Udc

Davide Del Vecchio, Udc

FANO – In merito alla decisione di dismissione della tratta Fano – Urbino da parte della Regione Marche, l’Udc, con il segretario Udc Davide Del Vecchio, chiede che “si ripristini la verità, perché le dichiarazioni di D’Anna sono irreali e incoerenti”.

“Nei fatti  – scrive l’Udc di Fano – l’assessore alle Infrastrutture, Luigi Viventi, ha risposto alle richiesta del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che sollecitava una decisione in merito, a seguito della rinuncia della concessione di servizio da parte di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi).

Rfi, già nel 2002, rinunciava alla concessione di esercizio per le difficoltà economiche e gestionali connesse all’effettuazione del servizio come si evince dalla delibera di Giunta Regionale n. 34 del 08/11/10 – Piano Regionale infrastrutture trasporto merci logistica al comma 3.4.6 così recita  = “ Ripristino della linea Fano-Urbino …., dismessa da Trenitalia da parecchi anni, posta in vendita dall’immobiliare Ferroviaria e richiesta dalla Regione in comodato per evitarne il frazionamento e quindi la definitiva perdita. Su tale linea uno studio di fattibilità condotto da SVIM su commessa della Regione e degli Enti Locali, ha negato la fattibilità economica sulla base di una logica cumulativa del costo del ripristino + il costo della gestione, ma tale fattibilità può essere raggiunta sul solo costo di gestione, a condizione che venga assunto l’onere di sostenere la spesa di ripristino a fondo perduto. Considerato che tale ipotesi non è sostenibile per la Regione, perché richiederebbe non solo il rifacimento della banchina e del binario, ma anche la realizzazione di opere sostitutive per gli oltre 50 Passaggi a livello esistenti, si può coerentemente stabilire di salvaguardane il sedime, trasformato in pista ciclabile, per avere una futura possibilità di intervento. Come è noto, la linea ferroviaria Fano/Urbino (km 48,6 di linea con 14 ponti, 8 gallerie, 5 viadotti) è stata chiusa all’esercizio alla fine degli anni ottanta in quanto, in base al piano formulato dal  Ministero dei Trasporti e da FS s.p.a., non raggiungeva livelli accettabili di redditività………  La Regione Marche sta operando da diversi anni per il riutilizzo. Sia attraverso l‟affidamento di uno studio per l’utilizzo ferroviario o in alternativa per altri usi legati al trasporto ( tramvia, pista ciclabile,..) sia attraverso la richiesta inoltrata nel corso del 2005 a RFI di avere in comodato d’uso  l’intero compendio delle aree ferroviarie della tratta Fano – Urbino, allorché la società espresse la   volontà di alienare al pubblico incanto il bene dismesso. RFI non ha mai dato risposte ufficiali  all’ipotesi del ripristino, anche in considerazione del fatto che l’eventuale riapertura richiederebbe  notevoli spese per demolizioni, consolidamenti, rettifiche di tracciato, opere sostitutive dei P.L. e non ultimo, il reperimento di un gestore della linea. In tal senso si inquadra la richiesta inoltrata al Genio Ferrovieri per il ripristino e l‟esercizio, che non ha però dato i risultati attesi, dal momento che il Genio ha ribadito l‟indisponibilità alla gestione e la  parziale disponibilità ad occuparsi dell‟esecuzione dei lavori a spese del committente Regione o  Stato. “

Quindi come sosteniamo da diversi anni, le carte parlavano già in maniera inequivocabile, RFI e il Genio Ferrovieri non erano disponibili ad una riattivazione, peraltro impensabile sull’attuale tracciato e le decisioni della Regione Marche e dell’Ass.re Viventi erano inevitabili.

Il consigliere Regionale D’Anna dovrebbe conoscere i documenti prodotti in Regione, non è certo con il populismo inconcludente che si ottengono risposte per il territorio. Ora si lavori per l’utilizzo della tratta ferroviaria come Pista Ciclabile a servizio del Territorio e del Turismo.

Molti sono gli esempi ben riusciti in Italia di tratti di ferrovie dismesse diventate piste ciclabili, con grande riscontro turistico oltre che utili per lo spostamento dei cittadini in bicicletta, come ad esempio la Fiuggi – Paliano di 20 Km solo per citarne una ben riuscita.  

Se ci saranno risorse in futuro nulla vieta l’ipotesi di valutare  la realizzare una tratta ferroviaria a lato della superstrada Fano- Grosseto, come del resto Udc Fano ha sempre sostenuto servono risposte concrete e fattibili utili al territorio, non chiacchiere al vento”.

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