Attività rosa in crisi: la crisi colpisce (soprattutto) le imprenditrici

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19 ottobre 2011

I dati confermano la chiusura di numerose attività rosa. I motivi? Credito sempre più difficile, mancate riscossioni e tagli ai servizi sociali

 

Donne imprenditrici

Donne imprenditrici, perido (ormai lungo) nerissimo

FOSSOMBRONE – Le donne? Le più colpite dalla crisi. L’attuale fase di recessione ha falcidiato le imprese femminili in provincia di Pesaro e Urbino: lo dimostrano i dati che confermano la chiusura di numerose attività a conduzione femminile negli ultimi mesi (-302 rispetto al 2010). Ora sono in totale 8.742 (erano 9.134 nel 2009).  E’ quanto è emerso nel corso di una riunione di CNA Impresa Donna tenutasi nei giorni scorsi a Fossombrone, centro ad alta vocazione manifatturiera che vanta una lunga tradizione di aziende rosa. Nel corso dell’iniziativa, aperta dal presidente provinciale di CNA Impresa Donna, l’analisi dei dati ha portato ad una riflessione più ampia sul fenomeno. “Molte imprese femminili – ha detto Emilia Esposito – non solo soffrono la crisi dei mercati e la flessione della domanda di servizi come tutte le altre, ma in più devono fare i conti con un momento che le penalizza ulteriormente. Un esempio? Il credito. Se prima la concessione di mutui e prestiti era poco agevole, e comunque in misura ridotta rispetto ad analoghe richieste di imprese più strutturate, con la stretta delle banche ottenere finanziamenti per le imprese rosa da parte degli istituti di credito è diventata una vera e propria scommessa. L’introduzione dei parametri imposti da Basilea 3 mortifica infatti in maniera più pesante la piccola dimensione aziendale: quella prevalente nel mondo imprenditoriale femminile”. Un fatto che scoraggia l’apertura di nuove attività rispetto ad un dato, quello sulla disoccupazione che parla  di 25.648 donne rispetto a 17.123 uomini che in provincia di Pesaro e Urbino cercano un lavoro. C’è poi il problema delle insolvenze, che riguarda numerose imprese della provincia di Pesaro e Urbino. Stando un monitoraggio risulta infatti come siano in vertiginoso aumento i mancati pagamenti alle piccole aziende sia nel campo della manifattura che in quello dei servizi. Ma non è tutto.

Un altro effetto devastante della crisi per le imprenditrici donne sono i tagli ai servizi sociali. “I minori trasferimenti del Governo agli Enti locali – dice la coordinatrice di CNA Impresa Donna Alessandra Benvenuti – hanno determinato una sensibile riduzione dei servizi di assistenza agli anziani e quelli scolastici destinati ai bambini. Molto spesso le titolari di attività sono figlie e mamme e si trovano per questo nella condizione di dover conciliare con sempre maggiore difficoltà i tempi tra casa e lavoro. E’ chiaro che una riduzione dei servizi sociali (una volta garantiti anche nei piccoli centri), costringe ora le donne imprenditrici a caricarsi di ulteriore impegno in termini di gestione della famiglia nella cura dei figli e degli anziani. Si tratta di ore della giornata che comunque non possono essere sottratte all’attività lavorativa e che, dunque, finiscono per ridurre drasticamente i già esigui spazi della giornata destinati al tempo libero e alla cura di sé. Smantellare il sistema di servizi sociali implica quindi un enorme aggravio del lavoro di cura della famiglia che, come ben sappiamo, in Italia ricade in gran parte sulle donne e costituisce un ostacolo per le stesse  nell’ipotesi che volessero aprire un attività o trovare un impiego .

“Le donne – aggiunge Emilia Esposito – invece di essere penalizzate dovrebbero essere aiutate sia nella funzione fondamentale di cura della famiglia che nell’attività lavorativa sia essa autonoma o dipendente. Le donne infatti sono portatrici  di  valori, conoscenze e talenti che se utilizzati correttamente contribuirebbero al progresso economico sociale del nostre paese”.

Per parte sua CNA Impresa Donna sta su questi temi cercando di trovare soluzioni attraverso una serie di proposte al Governo e alle Istituzioni locali. Anche con gli Istituti di credito, ed attraverso il proprio Confidi (Fidimpresa Marche), la Cna cerca di aiutare e sostenere il cammino delle aziende femminili in questo difficile momento, attraverso apposite linee di credito che aiutino le imprenditrici a guardare con più fiducia al futuro.

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