Pm10, rischio blocco traffico. Camionisti pesaresi in rivolta

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20 ottobre 2011

Le nuove norme della Regione minacciano il blocco anche per Euro 3 e 4 su Adriatica, Montelabbatese, Urbinate, Fogliense e Cesanense

 

Camion

Camion in strada

PESARO – Un presidio di autotrasportatori pesaresi di fronte alla Regione Marche per protestare contro le misure di contenimento delle PM 10 che impongono blocchi ai mezzi Euro3 ed Euro4.

Martedì 25 ottobre i camionisti pesaresi porteranno la loro protesta ad Ancona contro l’estensione della proposta di blocco della Regione Marche che, se applicata, nella nostra provincia impedirà la circolazione per il 90% dei mezzi pesanti sulle seguenti arterie di collegamento: strade provinciali (tra queste la Statale 16 Adriatica, la Ss Urbinate, la Montelabbatese, la Fogliense, la Cesanense in prossimità dei centri abitati e delle zone industriali).

A protestare la CNA-FITA e la Confartigianato Trasporti di Pesaro e Urbino che esprimono contrarietà e forte preoccupazione rispetto alla proposta di Accordo di Programma sulle misure di contenimento delle PM10, predisposto dalla Regione Marche e proposto alla firma agli Enti Locali, alle Prefetture che impone parametri severissimi sull’emissione delle polveri sottili. Norme che se attuate porterebbero al blocco totale di merci (alimentari, generi di prima necessità, carburanti, etc.)

La nuova bozza predisposta dalla Regione,  pur contenendo significativi miglioramenti rispetto alla stesura iniziale, che ha accolto positivamente alcune proposte ed osservazioni avanzate unitariamente da CNA e CGIA, contiene un inasprimento delle misure volte a colpire in primo luogo il traffico commerciale, che rischiano di avere effetti pesantissimi sull’economia ed in particolare sul mondo del trasporto merci che sta vivendo da anni una crisi devastante.

Riccardo Battisti e Michele Tonelli, rispettivamente responsabili provinciali di Cna-Fita e Cgia Trasporti affermano: “Siamo in sintonia con quanto affermato nei giorni scorsi dal Presidente dell’Anci Regionale: se le limitazioni dovessero restare così come sono avrebbero conseguenze molto gravi per l’economia regionale ed insopportabili per molte piccole imprese ed attività artigianali, che in questo momento non sono in grado di affrontare investimenti per ammodernare il parco veicolare e che possono perciò essere condannate alla chiusura”.

L’allargamento delle zone limitate al traffico dai centri urbani veri e propri ad anche a zone industriali e snodi di comunicazione (comprese la viabilità statale in prossimità di caselli autostradali), secondo CNA e CGIA di fatto impedisce la circolazione ai veicoli pesanti anche Euro 4 senza FAP.

La zonizzazione delle aree interessate deve interessare i centri urbani abitativi.

Secondo le due associazioni dai divieti di circolazione devono essere tenuti fuori i veicoli pesanti euro 3 ed euro 4. Il sistema di deroghe, seppur più limitativo dello scorso accordo, deve prevedere l’accesso alle zone interdette per carico e scarico anche i mezzi adibiti al trasporto derrate alimentari in genere e rete carburanti ed un sistema di richiesta di permessi che non sia troppo burocratico ed oneroso.

“Su questi temi – concludono Battisti e Tonelli – chiediamo pubblicamente un  confronto tra i soggetti che sono chiamati a sottoscrivere l’Accordo di programma.  Pur essendo consapevoli che misure limitative si rendono necessarie per preservare la qualità dell’aria e per evitare sanzioni comunitarie, vogliamo augurarci che prevalga il buonsenso nel non contribuire a soffocare l’economia regionale già pesantemente stressata. Il mondo dell’autotrasporto, già esasperato da un continuo aumento dei costi, è pronto a mobilitarsi ed a proclamare iniziative di lotta”.

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