Commissione provinciale del lavoro, ecco le priorità contro la crisi

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21 ottobre 2011

Seduta “allargata” alla Regione Marche, con la partecipazione dell’assessore alle Attività produttive Sara Giannini.

Matteo Ricci: “Unità sindacale e coesione sociale i nostri punti di forza”

Matteo Ricci

Il presidente Matteo Ricci

PESARO – Condividere il più possibile le azioni da mettere in campo, per evitare di frammentare gli interventi e disperdere le poche risorse a disposizione, da incanalare verso obiettivi individuati come prioritari. E’ quanto deciso da tutti i soggetti facenti parte della Commissione provinciale del lavoro, che da ieri si è “allargata” anche alla Regione Marche, con la partecipazione dell’assessore alle Attività produttive Sara Giannini, e alle istituzioni bancarie e fondazioni. La Commissione (già composta da organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, rappresentanti enti locali, Inps, Inail, Camera di Commercio, Direzione provinciale del lavoro, “Italia Lavoro spa”) sarà dunque il luogo dove svolgere una ricognizione delle misure messe in campo e della loro efficacia, ma soprattutto il motore delle nuove azioni da intraprendere. Che, come evidenziato ieri, saranno concentrate in particolare su alcuni obiettivi: sostegno ai lavoratori in mobilità (che nei prossimi mesi termineranno gli ammortizzatori sociali); forte azione di orientamento e formazione dei giovani in funzione delle richieste del mercato del lavoro provinciale, ridando dignità al settore manifatturiero (che si prevede in rilancio nei prossimi anni in particolare per le produzioni di qualità); potenziamento del turismo e green economy in grado di creare nuova occupazione; azioni per incentivare la ricerca, l’innovazione e la qualità dei prodotti ad alto contenuto tecnologico; grande attenzione a a donne e giovani, disoccupati e precari, che quotidianamente si mettono in coda ai Centri per l’impiego per cercare un lavoro sempre più raro; individuazione di quella vasta fetta di ragazze e ragazzi (circa 8mila nel territorio provinciale) che non studiano e non lavorano, sfiduciati al punto da non cercare più un’occupazione, per dare loro risposte in termini di formazione, qualificazione e contatti di lavoro.

“In questa provincia – ha detto il presidente Matteo Ricci – abbiamo una forte unità sindacale e uno stretto rapporto tra mondo del lavoro e mondo dell’impresa, elementi che nel resto d’Italia sono difficili da trovare e che ci hanno permesso e ci permetteranno in futuro di dare maggiore efficacia ai nostri interventi. A livello nazionale è necessario che si comprenda un concetto: o vengono ridistribuite meglio le risorse nel nostro Paese o non ci sarà nuovo sviluppo, non è rendendo il lavoro più flessibile che si risolve tutto: se non si rilanciano i consumi interni e non si costruisce un nuovo modello di crescita e di sviluppo, l’economia non si riprenderà”.  
“Da una crisi così profonda – ha detto l’assessore regionale Sara Giannini – si esce solo se i sistemi che fanno parte di una regione decidono insieme come fronteggiarla. L’elaborazione dei territori e le indicazioni di priorità sono importanti anche per l’elaborazione del bilancio regionale”. Ha quindi indicato una serie di azioni che, pur in presenza di forti tagli del Governo verranno messe in campo, tra cui la riconferma del Fondo di Garanzia regionale, interventi concreti per innovazione, ricerca e internazionalizzazione, il prestito d’onore per le nuove imprese, incentivi per le imprese che creano sinergie e tante altre misure.
L’assessore provinciale al Lavoro e formazione Massimo Seri, nell’indicare alcuni provvedimenti messi in campo, insieme a vari soggetti, a favore di lavoratori e imprese (tra cui agevolazioni tariffarie acqua e rifiuti, accesso al microcredito agevolato, riduzione costi trasporto scolastico, cheek up aziendali, progetti just in time, sostegno alla creazione d’impresa, incentivi a piccole e medie imprese per innovazione, borse di studio a laureati per progetti di ricerca nelle aziende), si è soffermato sull’azione svolta dalla Provincia a favore di oltre 7mila persone provenienti dalle aziende dei settori artigianato, commercio e turismo, a rischio di espulsione dal mercato del lavoro e prese in carico dai Centri per l’impiego, che possono beneficiare di ammortizzatori sociali in deroga, percependo un’indennità a fronte di un percorso di riqualificazione professionale.
“Voglio al riguardo esprimere grande apprezzamento all’intera struttura che sta seguendo in tempo reale tutte queste persone”.

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