Panaroni di Sel: “Bilanci più trasparenti e piano di equità”

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22 ottobre 2011

PESARO – Da Alessandro Panaroni, coordinatore comunale di Sinistra Ecolocità libertà, riceviamo e pubblichiamo quanto segue:

 

In un periodo di crisi economica, sociale, di tagli alla spesa e di assoluta precarietà ed incertezza rispetto al futuro, riteniamo sia doveroso – per non dire indispensabile – affrontare una seria discussione sulle amministrazioni locali e sugli strumenti che esse adottano per rispondere alle esigenze dei cittadini.

E’ questo il delicato periodo dell’anno che – fra tagli del governo centrale e patti di stabilità soffocanti – le amministrazioni comunali si accingono alle prime riflessioni sui bilanci.

In tempi non sospetti, Sinistra Ecologia Libertà lanciò l’idea di intraprendere dei percorsi alternativi, più trasparenti, democratici e partecipati che portassero alla redazione dei bilanci. Insomma, quello che abbiamo sempre proposto – e che non abbiamo mai visto realizzato concretamente – è il bilancio partecipato, dove si affrontano le scelte più incisive ed importanti per le città con le realtà associative, aggregative e con tutte quelle persone interessate a dare il proprio contributo.

Se prima questa proposta poteva essere intesa come idea relativamente utopica, in un periodo di tagli ai servizi indispensabili ed essenziali alle persone, diventa quasi obbligatorio.

Riteniamo doveroso spiegare ai cittadini – e quindi ai contribuenti – quali rischi si corrono con questi tagli lineari, che stanno erodendo non più i servizi superflui, ma la qualità dei servizi primari (e quando sosteniamo questo, pensiamo al taglio dei minutaggi nelle case di riposo, al taglio dei finanziamenti ai centri di aggregazione, al taglio di posti disponibili negli asili nido, ai tagli ai centri diurni per disabili, a delle assistenze dignitose in residenza per anziani, ecc).

E’ giunto il momento di stringere sinceri ed onesti “patti ed alleanze con la città”, in cui il comune denominatore dovrà essere la solidarietà verso chi oggi sta pagando questa crisi economica, come ad esempio i cassintegrati, i disoccupati, i precari e a coloro che affollano invano i centri per l’impiego.

Ci sono servizi che non possono essere tagliati, e con grande responsabilità, le amministrazioni comunali dovrebbero avere coraggio – ed è questo il senso del nostro incitamento – di scendere fra la gente e spiegare la reale drammaticità della situazione.

La proposta – dolorosa ma allo stesso tempo responsabile – che ci sentiamo di avanzare è quella di prevedere una sorta di “piano di equità”, in base al quale ci si impegna ad esempio in una seria lotta all’evasione fiscale, i cui proventi rimarranno nelle casse delle amministrazioni locali, che serviranno per restituire il piccolo contributo che – in maniera proporzionale al reddito – si potrebbe chiedere ai cittadini, attraverso l’addizionale Irpef, per garantire l’erogazione dei servizi indispensabili alle persone.

Conosciamo il rischio che si corre facendo queste proposte impopuliste, ma una forza di governo – che in maniera responsabile vuole dare il proprio contributo al dibattito di questi giorni – riteniamo non possa esimersi dall’assumere ruoli non facili ma di prospettiva“.

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