Scavo volley altro rovescio: Busto passa 3-0 a Pesaro

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22 ottobre 2011

SCAVOLINI PESARO – YAMAMAY BUSTO ARSIZIO 0-3
SCAVOLINI PESARO: Ortolani 10, Agostinetto ne, Brinker 7, De Gennaro (L), Saccomani, Manzano, Ferretti 2, Okuniewska 5, Ampudia 6, Musti De Gennaro. All. Tofoli
YAMAMAY BUSTO ARSIZIO: Prandi, Havlickova 19, Dall’Ora 3, Leonardi (L), Marcon 10, Bauer 9, Meijners ne, Lotti, Caracuta 3, Havelkova 13, Pisani 1, Bisconti ne. All. Parisi
ARBITRI: Piersanti e Ippoliti
NOTE: parziali 16-25 in 21 minuti; 17-25 in 24′; 21-25 in 28′

 

Scavolini Pesaro-Busto Arsizio, Serena Ortolani

Serena Ortolani (foto Marco Giardini)

di Luciano Murgia

PESARO – Che la stagione sarebbe stata in salita, era facile da preventivare. La Scavolini ha allestito una squadra giovane, che ha lavorato poco tempo insieme. Ed è ancora incompleta, visto che Alix Klineman è ancora negli Usa, impegnata nei Panamericani con la nazionale a stelle e strisce. In verità, anche alla Yamamay manca un’americana, la palleggiatrice Carli Lloyd, sostituita da Valeria Caracuta.

Onestamente, però, pure con tutte le attenuanti, era difficile ipotizzare una partenza così: due partite e altrettante sconfitte, indiscutibili: 0-3 a Modena, altrettanto in casa con la Yamamay. Per Busto Arsizio è il primo successo a Pesaro. Lo festeggia con un abbraccio della tifoseria che occupa mezza curva.

Cosa è mancato alla Scavolini? Praticamente tutto. Sopratutto la convinzione nel terzo set, l’unico parziale aperto. E – ovviamente – un buon attacco dalla banda.

Forse sarebbe stato il caso di chiedere aiuto a… Carolina Costagrande, che ha casa a Pesaro e si è allenata con la ex squadra prima della trasferta in Giappone con la Nazionale, dove andrà con Ortolani e Brinker (nazionale tedesca). A parte gli scherzi, niente drammi. Non resta che attendere l’arrivo dell’americana e il ritorno delle Nazionali. Poi si vedrà se le scelte sono state giuste oppure no. Non dimentichiamo, però, che la Scavolini ha fatto bene, benissimo, negli ultimi anni, se si esclude la disgraziata stagione causata dalla fuga di Hooker. Ci sembra giusto concederle fiducia.

 

PRIMO SET

Dopo le magre di Saccomani nella gara di Modena, Tofoli dà fiducia a Paola Ampudia, ma la colombiana lo ripaga nel peggiore dei modi, tanto che ad un certo punto ci si chiede se l’allenatore fanese non farebbe meglio a riproporre Laura. Sulla battuta di Havelkova, Busto si porta subito sul 2 a 0 perché Ampudia è subito murata. Il primo punto arriva su errore nella battuta avversaria, ma due attacchi fuori di Okuniewska e Ortolani lanciano la Yamamay, che però subisce uno 0-4 grazie a Ortolani e soprattutto al turno in battuta di Ferretti. Il 5 a 4 è l’unico vantaggio pesarese nel primo set, perchè le ragazze di Parisi infilano parziali che annichiliscono le colibrì: 7-5; 11-6; 14-8; 18-11; 22-14. L’attacco pesarese è in difficoltà, ma è soprattutto la difesa a non funzionare. Non si vede un muro e verrebbe voglia di cantare come i Pink Floyd… “another brick in the wall”. Invece, l’attacco bustocco passa a piacimento, la palla non è mai toccata, meno che meno murata, manca la ricostruzione e per Ferretti è impossibile inventare qualcosa. Di muri, invece, ne prende subito due l’Ampudia, che sembra in apnea. Ma poiché il volley non è uno sport individuale, i problemi sono collettivi. Prova a metterci una pezza Ortolani, sulla quale lavora la difesa lombarda (due muri). Le dà una mano Brinker, ma è troppo poco. La Yamamay chiude al primo set ball e dei 16 punti pesaresi 7 arrivano dagli errori ospiti. Pesaro non ha un muro, Busto Arsizio 4. Insomma, tutto sembra facile per le lombarde; al contrario, anche la seconda partita è decisamente in salita per le colibrì.

 

SECONDO SET

Tofoli insiste con l’Ampudia e la colombiana lo ripaga, almeno in attacco. Sono suoi i primi punti pesaresi. E arriva – finalmente – anche un muro. Lo mette a segno la Brinker. Che priva a dare la carica. Pesaro va sul 5-4. Ma evidentemente il punteggio non porta bene, perché subito dopo – come nel primo set – la Yamamay saluta. Sul 9 a 13, Tofoli chiama Saccomani (per Ampudia) e Parisi ordina di “cercarla”. Non c’è partita. Laura in seconda linea è un buco nero e così, quando fallisce l’ennesima ricezione che propizia il 17-24 esterno, Tofoli ripropone Ampudia. Ma il parziale è andato. Havlickova chiude al primo set ball. I fantastici tifosi bustocchi sono in estasi. Perplessi quelli pesaresi.

 

TERZO SET

L’inizio del terzo parziale è promettente. Un muro di Ferretti e ancora un punto della palleggiatrice, imitata da Ortolani, portano la Scavolini all’8-4. Per la prima volta nella stagione, la Scavolini è in vanaggio a un time-out tecnico. Non si fa a tempo a registrare l’evento positivo, che la Yamamay è di nuovo incollata (9-8). E subito dopo è in vantaggio: 11-12. La Scavolini reagisce (13-12), ma Ortolani sceglie la diagonale, sbagliando, mentre avrebbe una parallela facile. Al secondo time-out tecnico, il vantaggio è lombardo: 14-16. Un errore di Marcon propizia il pareggio. Poi Ampudia subisce due muri nello stesso attacco e Havlickova e compagne non si distraggono più.

 

LA PHOTOGALLERY DI MARCO GIARDINI:

 


 


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