La provocazione di Di Domenico: “Pubblico è bello e privato è brutto”

di 

24 ottobre 2011

PESARO – Dal consigliere comunale Alessandro Di Domenico riceviamo, e pubblichiamo il seguente intervento sulla statalizzazione degli asili comunali:

 

Alessandro Di Domenico

Il consigliere Pdl Alessandro Di Domenico

Occorre che la sinistra locale si metta d’accordo; da un lato attacca la scuola pubblica perché non in grado, a dir loro, di dare risposte alle esigenze didattiche, poi la inneggiano per la statalizzazione delle scuole dell’infanzia, deprecando il lavoro delle strutture private non sapendo che, ad esempio il 50% degli asili nidi comunali sono esternalizzati. Complimenti per la coerenza.

E’ proprio vero, coerenza, linearità e trasparenza alla lunga pagano e soprattutto confermano tutte le tesi che in questi anni abbiamo sostenuto: l’amministrazione comunale, senza idee e senza progetti, vuole chiudere i servizi educativi e, con la scusa del blocco delle assunzioni e del ridimensionamento didattico, non gli par vero di potersi disfare di tal servizio.

In questi anni abbiamo lottato strenuamente per difendere non la scuola comunale o il corpo docente pubblico, ma per difendere una cultura, un modello, una struttura che è patrimonio della città, di tutti i cittadini pesaresi che in questi 30 anni hanno investito in questo servizio anche il loro contributo materiale in qualità di contribuenti.

Quando un assessore, di fatto, rifiuta un percorso e un confronto con l’assemblea elettiva che programmi una progettualità che individui percorsi futuri certi, anche se questi significa statalizzare.

Come al solito la sinistra nostrana vuole imporre il proprio sigillo e in modo ondivago imporre valutazioni tecniche-pedagogiche che devono per forza essere condivise.

Anche alcune lettere apparse sui quotidiani di comitati di genitori sono intrisi di ideologia di sinistra senza costrutto e solo per pura polemica e disfattismo.

Personalmente mi sono sempre opposto a queste dinamiche e a queste logiche e, entrando nel merito della questione, ritengo il percorso di statalizzazione e di assecondare il dimensionamento didattico così come sempre proposto, non è più accettabile, non tiene conto né delle esigenze degli insegnanti, né delle famiglie e soprattutto dei bambini, ormai considerati “clienti” per gli istituti comprensivi, ma questo, spesso, per molti, è un dettaglio di poco conto.

Orari di lavoro, rapporto bambini insegnanti, indennità di lavoro, modello pedagogico delle scuole statali, sono attualmente incompatibili con le comunali di Pesaro; come la mettiamo?

Forse conoscere esperienze diverse in città limitrofe può aiutare in questa transizione, ma ad oggi, nonostante alcune lettere già protocollate dal sottoscritto, nessuno mi ha convocato ad una riunione piuttosto che a qualche commissione. Ma loro lavorano così!

Poi vengo ad una provocazione. Ma i sindacati, mitici paladini del corpo insegnante comunale, dove sono? Hanno ideologicamente attaccato la privatizzazione ed ora sulla statalizzazione per loro va tutto bene? Forse non lo vuole dire nessuno, ma statale è bello, si lavora di meno, si guadagna di più direbbero. Magari, ma non tutti la pensano allo stesso modo“. Alessandro Di Domenico, consigliere comunale del Pdl.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>