Studenti disabili senza assistenza, la denuncia di PantaRei

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24 ottobre 2011

studente disabile

Studente disabile

URBINO – “Non aspetteremo un giorno in più”. L’associazione socio-culturale PantaRei Urbino, associazione studentesca che da anni si batte per la tutela dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, denuncia l’inaccettabile assenza del servizio di assistenza alle studentesse ed agli studenti disabili, che prosegue da 20 giorni. Come già denunciato dall’Assemblea Permanente diverse settimane fa, quest’anno sono circa la metà i disabili che avranno l’assistenza a seguito dell’introduzione, da parte della commissione disabilità dei nuovi criteri di idoneità, più restrittivi anche per gli assistenti. Una studentessa o uno studente disabile per avere l’assistenza in questo ateneo deve avere lo stesso reddito di un idoneo alla borsa di studio, altrimenti deve provvedere la famiglia. Addirittura, la nuova commissione medica ha negato l’assistenza a due studenti rispettivamente con il 75 e l’80 per cento di invalidità certificata. I tre studenti disabili iscritti all’accademia di Belle Arti non avranno
l’assistenza perché manca un accordo tra le varie istituzioni. In fin dei conti, il servizio di assistenza non c’è, anche se studentesse e studenti sono già arrivati, e l’assistenza viene garantita dai rapporti di amicizia, dalla solidarietà e dal volontariato di altri studenti e studentesse. Inoltre, a partire da gennaio incombe lo scadere della Convenzione Trasporti. Infatti, non si ha alcuna sicurezza che prosegua il servizio di trasporto a chiamata per le studentesse e gli studenti disabili. Per questo, non aspetteranno un giorno di più. E chiedono che il servizio di assistenza entri immediatamente in funzione a pieno regime e attendono risposte chiare rispetto al trasporto delle persone con disabilità. Ersu ed Università, secondo l’associazione, devono dimostrare di essere realmente in grado di tutelare le diversità e fornire servizi adeguati alle differenti necessità di tutte le categorie sociali, in quanto studentesse e studenti disabili, insieme ai loro assistenti, rappresentano una ricchezza e non un costo per la comunità.

Dario Greco

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