Tofoli avverte le Colibrì: “Così rischiamo di retrocedere”

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24 ottobre 2011

di Luciano Murgia

Scavolini Pesaro-Busto Arsizio, Paolo Tofoli

Paolo Tofoli (foto Marco Giardini)

PESARO – “Ragazze, giocando così rischiamo di retrocedere!”. Paolo Tofoli non adopera mezze parole e va direttamente al cuore del problema. Se il cronista trova attenuanti e concede tempo, nel rispetto di una tradizione che vede la Robur Scavolini Volley protagonista della pallavolo italiana ed europea, l’allenatore è decisamente più preoccupato.

Con tre scudetti e altri importanti trofei in bacheca, dobbiamo svegliarci e giocare meglio. Possiamo farlo, dobbiamo farlo. Ognuno di noi deve dare qualcosa di più alla squadra. Un appoggio, un palleggio, una ricezione più precisa, una battuta più insidiosa, un attacco più determinato. Solo così potremo uscire da una situazione delicata, che qualcuno definirà crisi. Se abbiamo gli attributi, sapremo rispondere con i fatti, che contano, non solo a parole”.

La fotocopia di Modena: primi due set disastrosi, meglio nel terzo – ma non era difficile visti i precedenti – ma evidentemente non poteva bastare contro una signora squadra qual è la Yamamay.
E’ proprio così, la fotocopia della partita con la Liu•Jo, e il risultato è sempre quello… La nostra battuta non ha impensierito la Yamamay, che ha difeso sempre bene. Male, invece, la nostra ricezione. Subiamo troppo, prendiamo troppi ace. Non si può giocare così. Ricevendo male, non riusciamo ad attaccare pulito, a mettere giù la palla. Così è dura vincere…”.

Tofoli prova a trovare qualcosa di positivo…
La palla l’abbiamo toccata, abbiamo murato…”. In verità il primo muro – di Maren Brinker – è arrivato sul 5-4 del secondo set.

Abbiamo difeso, solo che non siamo riusciti a proporre un buon secondo tocco, a rendere attaccabile un bagher. Mandavamo la palla oltre la rete con un palleggio o un bagher, facilitando il gioco delle nostre avversarie. Non può, anzi non deve succedere, soprattutto per una squadra d’alto livello, come dovrebbe essere la nostra, come è nella tradizione della Scavolini. Non è giusto nei confronti della società, che fa tanti sacrifici per allestire una squadra forte. Non è giusto per il pubblico. Dobbiamo fare un esame di coscienza, tutti, lo staff tecnico e le giocatrici, per uscire da questa situazione…”.

Ecco, come fare?
C’è solo una formula: allenarsi, restare tanto in palestra. Ognuna deve dare il 100 per cento, impegnandosi in ogni fondamentale. Migliorando a livello individuale, migliora anche la squadra. E ovviamente giocando di più insieme”.

Manca ancora la chimica di squadra, e non era facile trovarla subito con un gruppo che si è trovato a giocare insieme da poco tempo e non è ancora al completo per l’assenza dell’americana Alix Klineman. Preoccupa, però, che manchino le cose più elementari: la battuta, la ricezione, la ragazza che mete a terra la palla. E qualcuna – leggi Laura Saccomani – sembra addirittura involuta, peggiorata rispetto allo scorso anno.

Niente nomi – replica Paolo Tofoli –, i nomi non si fanno…”. Come a dire che di queste cose ne parla direttamente con le interessate.

E’ vero però – aggiunge l’allenatore fanese – che facciamo fatica anche nelle cose facili, semplici. O che dovrebbero essere tali. Mi riferisco all’abc della pallavolo: battuta, ricezione, palleggio, attacco. La pallavolo è questa. La squadra e le singole sembrano insicure. Mancano gli automatismi perché facciamo male le cose più elementari. Quando la ricezione non funziona, giochiamo palla alta, ma poi non la mettiamo a terra. E anche quando difendiamo bene non funziona il contrattacco. E’ una catena di errori”.

Tofoli è onesto, non c’è un tema preciso su cui lavorare. Gli aspetti negativi sono davvero tanti, troppi.

Così a caldo – l’allenatore parla dopo la sconfitta casalinga – non è neppure facile fare un’analisi completa. Riguarderò la partita, anche se l’ho vista bene…”.

Forse è sbagliato affidarsi a una “salvatrice”, ma è alla Klineman che ci si aggrappa.
Speriamo nei nuovi innesti. Vanno via Brinker e Ortolani, arriva l’americana. A volte anche un singolo può cambiare i meccanismi e farci migliorare”. Tofoli aggiunge un “magari” che sa proprio di speranza, in un momento mai così difficile nella storia recente di una squadra che ha vinto tre scudetti e non più tardi della scorsa stagione disputato una Final Four di Champions League.

A fine partita, Tofoli ha voluto che le ragazze tornassero subito nello spogliatoio…
Per dire loro che non si può giocare così. Volevo dirglielo subito. Ho aggiunto che se continuiamo così rischiamo di retrocedere, che dovremo lottare con le squadre più deboli. Non faccio i nomi per rispetto delle avversarie”.

A proposito delle avversarie: Busto Arsizio ha chiuso il primo set con il 100 per 100 di ricezione. Il primo muro pesarese – come già scritto – è arrivato nel secondo set.
Con una ricezione così, la palleggiatrice va a nozze, per le attaccanti diventa tutto più facile e il (nostro) muro fa fatica. Invece, loro, con la nostra palla staccata, potevano arrivare ovunque con il muro a due schierato. Se non riesci a mettere la palla a terra, è dura giocare e ancora di più vincere”. Infatti, la Scavolini ha chiuso con un altro 0-3 al passivo. Per fortuna, ora arriva la Klineman. Basterà? Non può bastare se le altre non danno il contributo richiesto da Tofoli.

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