Marco Simoncelli, sei volato in cielo come una stella

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26 ottobre 2011

PESARO – Come si cita nella stupenda canzone di Marinella del Maestro De Andrè  “Sei volato in cielo come una stella e come le più belle cose durasti solo un giorno come le rose” anche il giovane Marco Simoncelli ci ha lasciato troppo presto.

Non lascerà solo  un vuoto nei vari circuiti, nelle insidiose piste, ma ovunque dagli stadi  aI campi di basket e di atletica. Tutti gli sportivi indistintamente lo hanno amato e lo ricorderanno per sempre. Lui ,un romagnolo doc, ancor più dell’amico pesarese Valentino. Un ragazzo genuino e solare come tutta la sua gente.

Proprio circa un mese fa durante una  delle tante corse podistiche nelle colline romagnole passammo proprio a Coriano e non lontano da casa sua. Un edificio che lo riconoscevi fra mille, un po’ come l’abitazione del suo amico Valentino Rossi.

Uno abitava nella verde collina di Tavuilia l’altro quasi di fronte, a pochi chilometri, in quella ridente di Coriano. In linea d’aria è quasi un tiro di schioppo, come dicono in Romagna.

Una terra che non potrà contenere, insieme alla vicina Marche, il dolore e la sofferenza di questa prematura  scomparsa. Ancora c’è gente che non si rassegna e pensa che non sia vero. La frase che gira da queste parti e “Mi sembra impossibile che non ci sia più”. Criniera la leone, ruggiva in pista. Ma fuori era buono come il pane, era come uno scoiattolo, non riusciva a stare fermo un secondo. Era difficile contenerlo, era spesso un fiume in piena. Aveva molte attinenze con Vale, quasi fratelli acquisti parevano. Molto loquace, sovente con la battuta, sempre misurata e giusta, con il solito intercalare romagnolo, con quella voce con qualche tono più alta del normale.

Uno sportivo nel mondo delle due ruote  che era rimasto fuori dalla  solita noiosa notorietà. Non si accorgeva che, quasi come il suo amicone di Tavullia , era diventato un personaggio  famoso, un vero vip. Ma a lui sicuramente questo non interessava, addirittura quando i suoi ammiratori lo volevano salutare si alzava lui per stringere la mano. Davvero un giovane uomo  dalla  immensa umiltà d’animo. Non sono le consuete farsi di rito, a veramente questa volta ci ha lasciato un fratello, un amico uno come noi.

Con quell’aria da guascone, quel viso da bambino, quel  raggiante sorriso, quella calda simpatia , un personaggio pieno di calore e colore resterai per tutti impresso nella memoria, soprattutto nell’animo e nel cuore, come un grande opera nel museo della vita.

Roberto Terenzi

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