Sparatoria a Fano, arrestati due dei tre componenti del commando

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27 ottobre 2011

Carabiniere Fano

Un militare mostra l'arma dell'agguato

FANO – I carabinieri nucleo investigativo di Pesaro e della compagnia di Fano ci hanno messo poche ore individuare ed arrestare due dei tre componenti del “commando” che l’altra notte ha sparato, nel parcheggio dell’ex Foro Boario, alcuni colpi d’arma da fuoco – per la precisione sette – all’indirizzo di un siciliano residente a Fano da alcuni anni.

Si tratta di due cittadini extracomunitari. Il primo ad essere arrestato è Armais Tumasyan, 23 anni, originario dell’Uzbekistan, che lavora saltuariamente come cuoco in alcuni locali della zona, colui che i militari dicono abbia materialmente sparato i colpi di pistola, è stato intercettato a Falconara Marittima, nei pressi della raffineria. Il secondo – Klevis Kadeli – è 25enne albanese senza lavoro, che dimora nella zona di Marzocca. I militari pesaresi e fanesi lo hanno identificato proprio nella sua abitazione che per la precisione è a Montemarciano, in provincia di Ancona. Decisiva la dettagliata ricostruzione fornita dalla vittima che, a quanto si è appreso, è un siciliano con precedenti penali ma attualmente collaboratore di giustizia.

I carabinieri hanno anche recuperato l’arma, una mitraglietta calibro 9 di marca Milkor Bxp (molto simile alla più famosa Uzi) di fabbricazione sudafricana, che era stata nascosta sottoterra, lungo un tratto di ferrovia in località Ponte Sasso di Fano, completa di caricatore con all’interno 10 proiettili.

Le indagini sono state effettuate sotto la direzione della Procura della Repubblica di Pesaro, nella persona della dottoressa Valeria Cigliola. I militari fanno sapere che, contrariamente a quanto si era pensato, non si è trattato di un gesto intimidatorio. “Dall’analisi degli elementi a disposizione, i tre si erano presentati all’appuntamento con il chiaro intento di “uccidere”, tant’è che la Procura ha rubricato il reato in tentativo di omicidio”, dicono i carabinieri che continuano a indagare per identificare il terzo complice, autista della vettura che ha trasportato i due arrestati.

MOVENTE PASSIONALE

Il presumibile movente che avrebbe armato la mano di Tumasyan sarebbe da ricercarsi nella contesa per una donna che aveva intrattenuto una relazione sentimentale con lui e con la vittima dell’agguato.

Nell’arresto dei due stranieri ancora una volta ha giocato un ruolo determinante l’ottima conoscenza del territorio da parte dei militari dell’Arma, il loro intuito investigativo e l’azione ininterrotta, sinergicamente condotta con la Procura della Repubblica. Tutti fattori che hanno permesso di fare piena chiarezza su un fatto delittuoso che inizialmente si profilava alquanto complesso e che, qualora fosse rimasto insoluto, tanto allarme avrebbe suscitato nell’opinione pubblica.

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