Jones in dubbio, Dalmonte su Venezia: “Molto pericolosa”

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3 novembre 2011

di Luciano Murgia

Scavolini Siviglia-Milano, Jumaine Jones

Un momento di Scavolini Siviglia-Milano con Jumaine Jones in azione. Foto Giardini

PESARO – Che la fortuna sia cieca mentre la sfiga ci vede benissimo, lo sa bene la Scavolini Siviglia. Perso Daniele Cavaliero prima ancora di incominciare la nuova stagione causa un infortunio in maglia azzurra; perso James White prima ancora del debutto ufficiale per un infortunio durante il torneo di Ancona; rinunciato a Traini per analogo problema; obbligata a convivere con un problema che tormenta il capitano Simone Flamini; la società pesarese rischia di disputare la seconda partita in casa (domenica 6 novembre, ore 18,15) contro l’Umana Venezia senza Jumaine Jones, fermato durante l’allenamento di martedì da una contrattura al bicipite femorale destro. Orbene, una contrattura non è il peggiore dei mali, quando si tratta di problemi muscolari, ma solo domenica – più durante il riscaldamento prepartita che all’ora di pranzo – coach Dalmonte saprà se potrà contare sull’americano che s’aspetta finalmente a livelli più adeguati alle sue qualità.
Eppure l’ennesima tegola di questo inizio stagione non sembra turbare coach Dalmonte, che s’avvicina alla sfida ai veneziani senza alcun timore ma con il massimo rispetto. Perché a dispetto della promozione a tavolino (che poi non è proprio così, perché arrivando seconda in Legadue, la Reyer aveva meritato sul campo), la squadra allenata da Andrea Mazzon merita davvero rispetto. A maggior ragione dovesse mancare Jones e Flamini non dovesse essere al meglio.
“Giocheremo in cinque e già questo è importante – commenta Dalmonte – ancora più importante sarà come affronteremo un’avversaria che ha già riposato, come noi, e nelle prime due giornate ha affrontato Siena e Cantù. Non poco, mi pare. A Siena è stata coraggiosa, con Cantù mi è piaciuta molto, disputando due quarti, gli ultimi, di alto livello, sconfitta solo da due tiri di Basile…”. I famosi tiri ignoranti che hanno regalato successo e fama al giocatore pugliese, aggiungiamo noi. “E ha vinto con Montegranaro”, aggiunge invece Dalmonte. Insomma, i veneti hanno due punti, ma potevano essere benissimo quattro, gli stessi che vanta la Vuelle, che sta vivendo bene le prime pagine (l’ultima è di Superbasket, dedicata a Daniel Hackett simbolo di una squadra definita “ammazzagrandi”. Attenzione: pensate con quale spirito verrà Venezia. Espugnasse l’Adriatic Arena, sarebbe l’“ammazza-ammazzagrandi”.

Giochi di parole, elucubrazioni giornalistiche, masturbazioni che lasciano il tempo che trovano. Conta, invece, e il coach imolese lo sostiene convinto, che la Reyer è una squadra “molto, molto pericolosa”.

Due volte molto nella stessa frase, segno inequivocabile dell’attenzione con cui i biancorossi stanno preparando il ritorno tra le mura amiche dopo tre settimane di assenza.
“Con Clark, Young e Tamar Slay, l’Umana ha tre esterni di talento. Anzi, quattro, perché Bowers che parte dalla panchina è un lusso che pochi possono permettersi. Talento, atleticità, velocità, dinamicità per una squadra che gioca a… strisce, con il tiro da 3 punti e con il contropiede che regala entusiasmo…”.

Già, il 40 per cento dall’arco non è male. Il 26/65 dei veneziani è figlio del 40 per cento di Clark (6/15), dell’incredibile 53,8% di Szewczyk (7/13), del 2/5 di Young (40%) e del 2/2 di Rosselli. Manca all’appello solo Slay (3/10).
“Se agli esterni aggiungete Fantoni e Szewczyk, una coppia di lunghi molto bene assortita, avete idea del quintetto. Fantoni mi è sempre piaciuto, il polacco pure…”.

Dalmonte ha cercato di portare entrambi a Pesaro.

“Fantoni e Szewczyk si completano. Il livornese è polivalente, sempre pronto al sacrificio per il bene della squadra, alla quale offre sempre la totale disponibilità. Con lui, Szewczyk può giocare da 4 in attacco e da 5 in difesa”.
Forse è la panchina il lato debole della Reyer?
“Non credo. Ho detto di Bowers. Gli altri sono perfetti per il sistema di Mazzon. Allegretti, Rosselli, Bryan, Meini sono giocatori importanti. Mi dispiace, invece, di non potere citare Giovanni Tomassini, ma finora è stato utilizzato poco”.

Un commento to “Jones in dubbio, Dalmonte su Venezia: “Molto pericolosa””

  1. forzascavo scrive:

    è dura ma dobbiamo vincere dai ragazziiii giu cm al solito sotto in difesa incazzato nn lacismao niente sul campo dobbiamo avè il sangue neglio okki forza Scavo <3!

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