Rischio idrogeologico: la cassa di espansione del Foglia che fine ha fatto

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6 novembre 2011

“La cassa di espansione del fiume Foglia a Montecchio che fine ha fatto?”

 

di Luca Lucarini*

MONTECCHIO – “Il massimo impegno per una rapida realizzazione”. Esordiva così l’ex Presidente della Provincia Ucchielli in una intervista del 2008 parlando delle opere di mitigazione del rischio idrogeologico sul fiume Foglia, soffermandosi ampiamente sulla cassa di espansione di Montecchio (all’altezza della confluenza del torrente Apsa).

Ma si sa che per i nostri amministratori le promesse sono tutto fuorchè debito e, fortuna loro, i cittadini hanno la memoria molto corta e così, per vedere la cassa di espansione a Montecchio non possiamo fare altro che lavorare di fantasia.

Eppure l’opera di difesa idraulica è quanto mai necessaria non solo per le drammatiche notizie che in questi giorni ci giungono dalla Liguria e che confermano che l’Italia è un paese ad alto rischio ma perché la probabilità di esondazione del fiume Foglia (qualora si verificassero eventi atmosferici eccezionali) è stata certificata da costose consulenze commissionate dal Comune di Pesaro più di dieci anni fa.

Di fronte ad un intervento così importante (e sicuramente costoso) i soliti zelanti amministratori potrebbero obiettare che “nessuno garantisce le risorse necessarie” (i soldi per dirla semplice) ma stavolta c’è una novità non da poco: la provincia di Pesaro ha già ottenuto circa 2.300.000 (due milioni e trecento mila) euro dalla Regione Marche nel lontano 2004 proprio per le opere di difesa idraulica del fiume Foglia.

E allora la domanda è: che fine hanno fatto quei soldi? Quali interventi sono stati finanziati? Non è che per caso sono transitati (come al solito) tutti sul territorio del Comune di Pesaro??

Per realizzare la cassa di espansione a Montecchio (sempre come dichiarava Ucchielli) sarebbero stati necessari circa due milioni e mezzo di euro ma oggi l’Unione dei Comuni Pian del Bruscolo (insieme al Comune di Pesaro) spenderà circa un milione per dare vita alla pista ciclabile lungo il Foglia. Sarà sicuramente un’opera bellissima (se fatta con criterio) ma in tempi di scelte impopolari non era forse meglio destinare quelle risorse per la sicurezza dei cittadini e del territorio dal rischio idraulico?

Ho rivolto le stesse domande alla Giunta dell’Unione dei Comuni Pian del Bruscolo presentando un’interrogazione che spero possa fornire risposte concrete ed esaustive ma nel frattempo mi sto anche domandando quale sia il livello di gestione dell’emergenza in caso di calamità.  A che punto è il coordinamento dei gruppi di Protezione Civile nel 5 Comuni della Val del Foglia? Cosa si aspetta a creare un gruppo unico con un solo responsabile anziché continuare a fomentare uno stupido campanilismo sulla pelle dei cittadini? Dove sono i Piani Comunali di Protezione Civile (obbligatori e più volte sollecitati)? Ma questa è un altro dei tanti problemi del Pian del Bruscolo che affronteremo più avanti.

*Consigliere di minoranza Unione dei Comuni Pian del Bruscolo

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