I sindacati: “Basta morti bianche, sicurezza assente”

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7 novembre 2011

Cantiere lavoro

PESARO – Appello di Cgil Cisl e Uil contro le morti bianche. Parole che arrivano dopo l’ultimo episodio tragico occorso a un giovane operaio che lavorava alla realizzazione della terza corsia dell’A14 nel tratto pesarese.

Oltre al dolore e al più profondo cordoglio che abbiamo espresso alla famiglia del giovane operaio morto qualche giorno fa – scrive Fausto Vertenzi a nome di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil provinciali – schiacciato da una ruspa mentre lavorava sull’A14 per la costruzione della terza corsia, come organizzazioni sindacali di categoria Fillea, Filca e Feneal auspichiamo che l’autorità giudiziaria faccia prontamente chiarezza sulle cause, dirette e indirette, dell’infortunio mortale“.

Oltre al cordoglio però – continuano i sindacati – ci preme denunciare con forza che nonostante i numerosi controlli da parte degli enti preposti, la formazione e, in questo caso, l’adempimento da parte della ditta affidataria dei lavori, esiste una smisurata frantumazione produttiva nella catena degli appalti e degli affidamenti aggravata da contratti di lavoro atipico, da carichi di lavoro troppo elevati, dalla precarizzazione dei rapporti di lavoro. Tutti fattori che contribuiscono ad allungare la drammatica lista di morti sul lavoro perché sono la causa degli infortuni in questo settoreSono carenze che da anni denunciamo e che ogni volta, a tragedia avvenuta, ci danno la sensazione di aver parlato al vento“.

In questo ultimo drammatico caso – chiosa Vertenzi a nome di tutte e tre le principali organizzazioni sindacali – abbiamo chiesto immediatamente un incontro con la ditta Pentapoli e la società Autostrade e un ulteriore incontro con l’assessorato regionale alla Sanità. Non vorremmo che quest’ultima fosse un’altra morte inutile. E’ inammissibile il ripetersi di simili incidenti e abbiamo intenzione di continuare con tutte le nostre forze nell’opera di sensibilizzazione e lotta, in tutte le riunioni, in tutti i luoghi di lavoro e a tutti i livelli, per far sì che il prezzo del lavoro non sia quello della vita“.

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