San Bartolo, l’ultima spiaggia. Serve più sensibilità ambientale

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7 novembre 2011

Fiorenzuola

PESARO – Guardatele. Sono le foto scattate da una nostra lettrice (e ottima fotografa) nel pomeriggio di pochi giorni fa, esattamente lo scorso primo novembre, all’interno dell’area del Parco Naturale San Bartolo, precisamente sulla spiaggia che si trova sotto al borgo della splendida Fiorenzuola di Focara. Non proprio uno spettacolo che si conviene per un Parco Naturale Regionale o, più semplicemente, per chi vuole fare una passeggiata seppur fuori stagione sulla spiaggia: tanta plastica, di ogni tipo, dimenticata dalla scorsa estate fra tronchi e sassi. Un ricco campionario di ciabatte, bottiglie, taniche e sporcizie varie, compresi i residui di qualche falò sotto la luna d’estate. Un “frittomisto” di ogni cosa, tra scheletri di ombrelloni (di legno e ferro) rimasti piantati dalla bella stagione ormai andata.

D’accordo, la prossima estate è ancora lontana ma un po’ più di sensibilità ambientale (e di pulizia), specialmente vedendo quello che sta accadendo intorno a noi, in tutto il mondo, non guasterebbe. Fortunatamente esistono ancora dei cittadini che s’indignano se trovano una bottiglia di plastica che deturpa una spiaggia bellissima e magari segnalano, come in questo caso, il tutto con tanto di galleria fotografica dal titolo evocativo: parco naturale o discarica del mare?

“In una regione dove in soli dieci anni si sono mangiati sette dei 180 km di costa – scrive la Coldiretti Marche – secondo il rapporto annuale di Legambiente, e in cinquant’anni è sparita un’area agricola grande quanto l’intera provincia di Macerata occorre una svolta decisiva per evitare che il nostro territorio continui ad essere ai primi posti per consumo di suolo e speculazione edilizia. La crescita edilizia, senza criteri o regole, è tra le ragioni dei periodici problemi di dissesto idrogeologico e tra le cause di congestione e inquinamento delle città, dell’eccessiva emissione di anidride carbonica e della perdita di valore di tanti paesaggi, della scarsa qualità dei territori, della dispersione e disgregazione sociale’’. La proposta di Legambiente e Coldiretti è “di autorizzare varianti al Prg per nuove espansioni solo se le esigenze abitative e commerciali sono documentate e solo se è già stato attuato il 90% del Piano regolatore stesso, evitando di tornare indietro alla soglia del 75%’’. La legge urbanistica sarà esaminata questo martedì dall’Assemblea legislativa regionale.

Parco Naturale o discarica del mare?

Le foto sono a cura di Martine Pasquini

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