La parità a piacimento

di 

8 novembre 2011

Sono per la parità tra uomo e donna. A volte mi danno pure del femminista.
Ma ci sono alcune cose che mi fanno incazzare come una bestia.
Una, per fare un esempio, mi è capitata qualche giorno fa, in treno.
Sto su un Intercity, seduto nel mio compartimento con altre 5 persone. Passa il capotreno. Ognuno di noi mostra il suo biglietto, ma per la ragazza che sta affianco a me ci sono dei problemi.
“Questo biglietto non è di questo treno. E’ di un altro, che è partito prima”.
“Eh, lo so. Ma purtroppo l’ho perso e quindi ho pensato di prendere questo. In fondo è pur sempre un Intercity”.
Il ragionamento della ragazza non è poi tanto sbagliato. Però le regole sono regole. Come si dice: la legge non ammette ignoranza.
Già, non l’ammette… salvo qualche eccezione.
“Dobbiamo fare la multa: 50 euro più il prezzo del biglietto”.
La donne è basita. Inizia il tira e molla:
“La prego, non mi faccia la multa. Non ho nemmeno i soldi d’appresso. Non può chiudere un occhio?”.
Il capotreno fa “no” con la testa. Sembra impassibile. Ma, proprio quando sta inizia a redigere il verbale, cede:
“E va bene. Tanto scende alla prossima, no? Per questa volta farò finta di nulla. Arrivederci”.
Ora, prendetemi pure per stronzo, ma io mi sono arrabbiato tantissimo. Ho subito pensato a quella volta che presi l’autobus, a Urbino, senza pagare il biglietto. Il controllore salì e giustamente, ripeto giustamente, mi fece 50 euro di multa. Io non dissi nemmeno “pio”.
Vi ho raccontato questo aneddoto perché non è la prima volta che mi capita di vedere donne – generalmente carine – farla franca in queste situazioni.
E la parità va a farsi benedire….

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>