Un fiume di polemiche

di 

9 novembre 2011

di Roberto Terenzi

 

Fiume Foglia

Il fiume Foglia

PESARO – I cittadini non dimenticano, hanno la memoria come gli elefanti, mentre purtroppo i politici no, non rammentano, come il famoso smemorato di Collegno.

Molti ricordano la rottura dell’argine del fiume Foglia con relativa fuoriuscita fognaria  di sei anni fa, 2005, guarda caso proprio in questo periodo della stagione. Per fortuna, niente a che vedere con i disastri di Genova e della Cinque Terre. Comunque ci fu una tracimazione che allagò le zone accanto all’alveo, soprattutto di sinistra del Foglia. L’acqua, molti lo ricorderanno, arrivò sino a Via Gagarin. La zona maggiormente colpita fu il Quartiere Industriale di Pesaro  di via Toscana. Ingenti i danni ai numerosi magazzini e alle fabbriche poste da anni accanto al letto del fiume.

I vari imprenditori, imbufaliti come non mai, si erano riuniti in un Comitato denominato di “via Toscana” per l’ovvio risarcimento dei danni. Le motivazioni erano legittime e trattavano l’argomento spinoso dello stato di degrado del letto del Foglia, delle preoccupazione che ne potevano scaturire e la possibile rottura degli argini, dovuta da una cattiva manutenzione ordinaria e straordinaria del fiume Foglia.

Inoltre la Regione Marche, dopo ripetute richieste e solleciti della Provincia di Pesaro e Urbino, ha fatto orecchie da mercante. Pesaro e Ancona non hanno ricevuto alcun finanziamento dal Contributo della Solidarietà dei Marchigiani. Vogliamo sottolineare che la provincia di Fermo riuscì ad ottenere l’approvazione dell’aumento dell’accise sulla benzina pro-alluvionati, mentre la nostra città  è stata dimenticata. Persino il protocollo operativo del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco per la manutenzione dei nostri corsi d’acqua è scomparso misteriosamente come il fiume Foglia dalla cartina.

Come cittadini indignati, desideriamo domandare ai nostri politici se la ridente patria  di Rossini sia collocata geograficamente nella regione Marche oppure in quella della limitrofa Emilia Romagna. Anche se abbiamo la cadenza romagnola ci sentiamo orgogliosamente marchigiani, non quando accadono  queste situazioni paradossali.

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