Porto bloccato, ma è solo un’esercitazione di sicurezza

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10 novembre 2011

Vigili del Fuoco

Vigili del fuoco in azione

PESARO – Quando stamane, nelle vie che conducono al porto di Pesaro, sono stati visti tutti assieme vigili del fuoco e guardia di finanza, capitaneria e altre forze di polizia, c’è chi ha temuto il peggio. “Hanno addirittura chiuso la strada che conduce al molo, deve essere successo qualcosa di grave”. Niente di più sbagliato.

Si trattava di una simulazione congiunta di incendio e rilevazione di sostanza radioattiva. Una di quelle esercitazioni che di volta in volta vengono fatte per non trovarsi, in caso malaugurato di sciagure simili, impreparati. Bene così.

Nel dettaglio, con una nota firmata dal capitano Attilio Montalto, la Capitaneria informa che in vista della realizzazione di obiettivi condivisi di importanza globale, quali la salvaguardia della vita umana, la pubblica sicurezza, la tutela dell’ambiente marino e la lotta all’inquinamento, si è svolta una complessa quanto fondamentale esercitazione di Port Security, antincendio ed antinquinamento, coordinata dal locale Comando della Capitaneria di Porto / Guardia Costiera di Pesaro.

All’inizio dell’attività è stato simulato il ritrovamento di uno zaino, sospetto “pacco-bomba”, nelle vicinanze della Stazione marittima: il PFSO (responsabile della sicurezza del Porto) ha immediatamente allertato la Guardia Costiera che ha provveduto a coordinare il dispiegamento di tutte le forze necessarie: la Guardia di Finanza, la Polizia di Stato e la Polizia Municipale hanno delimitato l’area, vietando a chiunque l’accesso, i mezzi nautici della Capitaneria (CP 2086 e GC 330) e dei Carabinieri (CC615) hanno preso il controllo dello specchio acqueo antistante e, infine, sono intervenuti gli uomini del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, per verificare la consistenza della minaccia e scongiurare ogni pericolo.

La seconda fase dell’operazione è scattata con l’allerta ricevuta dalla Sala Operativa della Guardia Costiera tramite il canale 16 del VHF: un’unità da diporto in difficoltà, con un incendio a bordo impossibile da domare con mezzi propri ed un ustionato bisognoso di cure mediche immediate. Anche in questo caso la Capitaneria ha svolto il suo ruolo di Autorità coordinatrice, provvedendo in collaborazione con le altre forze in campo a regolare la viabilità delle aree stradali circostanti, permettendo il celere intervento dei mezzi del 118, che hanno inviato in loco un’autoambulanza con personale volontario della locale sezione della Croce Rossa; il primo approccio in mare all’imbarcazione in difficoltà è stato effettuato dalla Motovedetta CP 2086, che ha impiegato i propri mezzi antincendio per domare le fiamme, seguita poi dal personale OPSA (Operatori Polivalenti Salvataggio in Acqua), che a bordo del mezzo della Guardia Costiera GC 330, hanno effettuato il recupero dei feriti in acqua; in banchina commerciale, per operare da terra, è giunta l’autobotte dei Vigili del Fuoco; a coronamento di un tale impegno di uomini e mezzi, al fine di impedire la propagazione di liquidi pericolosi ed altamente inquinanti, la Protezione Civile ha circoscritto l’area di influenza del fenomeno con le panne antinquinamento, in collaborazione con il gommone messo a disposizione dall’Associazione di Volontariato “Sub Tridente”.

Nel corso di tutte le operazioni, la Sala Operativa della Guardia Costiera ha provveduto a fornire le informazioni prescritte anche agli organi centrali: Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – Reparto Ambientale Marino, Comando Generale delle Capitanerie di Porto, Direzione Marittima delle Marche, pronti a fornire il necessario contributo qualora la situazione superasse la soglia gestibile con le risorse locali.

L’attività odierna, pianificata per verificare la prontezza dei mezzi, l’efficacia della risposta all’emergenza e l’efficienza dell’organizzazione, ha rappresentato un momento pratico sinergico di estrema importanza ed utilità, in particolar modo nell’ambito della collaborazione e del coordinamento delle forze disponibili sullo scenario dell’intervento, sotto la competente direzione dell’Autorità marittima, sempre più coinvolta in quanto a funzioni e responsabilità nei campi della salvaguardia della vita umana in mare, della sicurezza della navigazione, della tutela e della lotta all’inquinamento marino.

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