Ambrosini: “Ho pensato di andare via dal Milan”

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11 novembre 2011

Massimo Ambrosini

Il calciatore pesarese del Milan Massimo Ambrosini

PESARO – Massimo Ambrosini, pesarese doc, capitano del Milan, torna a parlare della sua lunga estate (quella passata) che, per la prima volta, dopo anni, l’ha visto messo in discussione nel Milan.

“Ogni tanto mi è capitato di pensare di andare via ma non negli ultimi anni. È un discorso che risale a circa cinque-sei anni fa quando, oggettivamente, non giocavo molto. Poi, fortunatamente, non è successo e ne sono felice però si, il pensiero di lasciare il Milan c’è stato.  Ci sono momenti, in particolare quando sei giovane, che vuoi giocare con continuità e li, ripeto, la possibilità di andare via l’avevo presa in considerazione. Mi era venuto in mente di andare via dal Milan ma da qui a dire che c’erano altre squadre ce ne passa. Sono orgoglioso di essere il capitano del Milan anche perché chi mi ha preceduto si chiama Franco Baresi e Paolo Maldini. Due esempi che il calcio italiano difficilmente potrà trovare nei prossimi anni. È stato bello alzare sia la coppa del Campionato che quella della Supercoppa anche se, devo essere sincero, quella dello scudetto mi ha emozionato di più. L’altra, che esteticamente secondo me è più bella, ha fatto piacere vincerla in un contesto strano come la Cina ma, soprattutto, è stato bello vincerla contro l’Inter. Giocare adesso con il Barcellona è un vantaggio perché sai di aver poco o nulla da perdere perché il turno lo hai già passato. Sul libro di Ibrahimovic non ho ancora avuto modo di parlarci perché è andato in nazionale e fino a qualche giorno fa non sapevamo dell’uscita del libro e non credo sia un libro banale anzi credo sia molto interessante perché racconta la sua storia che non è stata facile. L’Inter? Non credo che vada in B, ha una squadra troppo forte per la posizione di classifica che occupa. Ecco, spero solo che non facciano una rimonta come quella dell’anno scorso. La rivale più pericolosa? La Juve sta impressionando. Hanno cambiato tutto nel giro di un anno, trovando già un’identità precisa. Non avendo le coppe può sicuramente arrivare fino in fondo. Se avranno continuità potranno dare fastidio”.

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