Pericolo fiumi? La Provincia gioca d’anticipo. Nonostante i tagli

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11 novembre 2011

Assetto idrogeologico, l’azione più rilevante sulla foce del Metauro. E c’è il decalogo per la raccolta della legna

 

 
Fiumi, Ricci e Galuzzi: «Ecco gli interventi realizzati nonostante i tagli agli enti locali»

 
 

Fiumi Galluzzi

Da sinistra, l'assessore Galluzzi, il presidente Ricci, il dirigente Gattoni

PESARO – Una cosa è limpida: senza patto di stabilità avrebbero fatto molto di più. Perché quello che è stato sistemato, per evitare fatti simili a quelli accaduti in Liguria, ha richiesto una complicata ricerca alternativa di fondi pescando nel por e nell’8 per mille. Gli interventi principali? Sul Metauro che, foto alla mano, negli ultimi 50 anni ha avuto un impressionante restringimento della foce.

E che la situazione fondi sia delicata, sotto il profilo economico, lo si capisce da quanto la Regione ha chiesto al Governo per l’alluvione dello scorso marzo: 40 milioni di euro contro i 12 previsti.

Massimo Galluzzi, assessore provinciale competente, ha riassunto i punti partendo la principale: “Manca, sul problema, una politica generale del Governo. I danni causati dal maltempo hanno inciso notevolmente sul corretto deflusso dei corsi d’acqua, sugli argini e sulle briglie. C’è stato riconosciuto lo stato d’emergenza, ma la beffa è che nulla è stato poi stanziato dallo Stato.”.

 La Provincia ha già convocato la sala operativa integrata (“Il coordinamento è un fattore essenziale”) ma continua a giocare d’anticipo, il presidente Matteo Ricci, sul maltempo. “Anche perché il problema del dissesto idrogelogico – ha spiegato in conferenza stampa – ha ormai assunto una dimensione nazionale, ed è ulteriormente accentuato dai tagli del Governo agli enti locali”. Traduzione: “Avremo meno risorse non solo per le strade, ma anche per la manutenzione dei corsi fluviali”.

Nonostante il contesto generale, tuttavia, il presidente va avanti. Con un premessa “Con i pochi fondi a disposizione, in questi mesi, abbiamo realizzato interventi rilevanti. E’ la dimostrazione che per l’amministrazione la tematica della sicurezza è fondamentale. Certo, se avessimo avuto più risorse e meno problemi con il patto di stabilità, già oggi avremmo potuto fare di più. Ma le azioni fatte, anche se non bastano rispetto a quello che servirebbe, sono comunque importanti. E hanno eliminato rischi anche gravi che si sono presentati nei fiumi del territorio”.

E’ l’assessore Massimo Galuzzi continua: “Avevamo 500-600 mila euro di fondi ordinari all’anno, dallo Stato e dalla Regione, per operazioni ordinarie d’intervento sui corsi d’acqua. E dal 2011 ci hanno tagliato anche questo…”. Ma non è finita: “Facciamo un esempio. Per la cassa d’espansione sul Foglia, a Montecchio, abbiamo 3 milioni e mezzo di euro stanziati e i progetti pronti. Ma è tutto bloccato dal patto di stabilità”.

Congelato anche l’accordo Stato-Regioni, che aveva definito, tra l’altro, altri finanziamenti per la cassa di espansione zona Chiusa di Ginestreto (2 milioni e mezzo di euro, ndr), seguita dal Comune. Nonostante il quadro, Galuzzi puntualizza: “Abbiamo dovuto recuperare più risorse possibili, mettendo insieme tutto. Residui dal nostro bilancio corrente, fondi Por e quelli provenienti dall’8 per mille. Un’attenzione costante, che ci ha consentito, se non altro, di fare alcuni interventi prioritari”.

L’azione più rilevante, nota Galuzzi, è quella portata avanti sugli argini della foce del Metauro: “Lavori in atto per un milione di euro (500mila euro fondi Por, 500mila euro dall’8 per mille), dove il fiume era esondato nel 2005. Sono stati inseriti reti anti nutrie, teli impermeabili, pulizia del legname (che poi è stato triturato)”.

Su via Toscana: “In questi giorni abbiamo fatto le verifiche necessarie. Sono stati ultimati ulteriori lavori per la messa in sicurezza, relativi all’innalzamento degli argini del Foglia”. Inoltre: “Lavori capillari anche per la pulizia dei fiumi dall’accumulo e deposito di materiali, costati complessivamente 150mila euro”.

Non solo: “La Provincia – prosegue Galuzzi – ha sollecitato la Regione per l’approvazione della legge sul sovralluvionamento, in particolare per la ghiaia che ricopre il letto dei corsi d’acqua. E stiamo diffondendo due decaloghi per i cittadini: uno sulla corretta raccolta della legna e sul taglio delle piante lungo i fiumi, L’altro riguarda i comportamenti da seguire in caso di alluvione. In più, è stato costituito un nucleo operativo per la tutela del suolo, in modo da fronteggiare le emergenze”.

Conclude il dirigente Stefano Gattoni, insieme al geologo Petrillo e all’agronomo Forlani, che snocciola, nel dettaglio, le azioni di sistemazione del reticolo idrografico provinciale illustrandole con delle foto. Alcune delle quali, come a Cagli e Acqualagna, Montefelcino e Colbordolo, in dirittura d’arrivo. E sugli interventi che hanno riguardato il Foglia, nell’area del Galoppatoio, precisa il dirigente: “E’ stato rimosso il materiale legnoso che ostruiva l’alveo e si era accumulato anche nel bosco adiacente. Ora è stato ripristinato il regolare deflusso delle acque… Ma è necessario rivedere la logica degli interventi, a partire dalla manutenzione ordinaria”.

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