Piano di assetto idrogeologico, il Comune spiega i punti cardine

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11 novembre 2011

Luca Ceriscioli 4

Il sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli

PESARO – Il Piano di assetto idrogeologico, costantemente aggiornato con i nominativi delle figure tecniche di riferimento per ogni tipo di mansione, regolamenta le azioni nell’ultima fase – quella dell’allerta – che nel caso del fiume Foglia scatta un’ora e mezza prima della piena. “Esiste dal 2004 – ha spiegato il sindaco Luca Ceriscioli -. Tutto parte da  un sms dal servizio meteo della protezione civile che ci segnala rischiosità. Da quelo momento in poi partono tutte le attività del piano. Quando vengono raggiunti determinati livelli, un’ora e mezzo prima del potenziale rischio maggiore, partono i sistemi di allertamento con megafoni che nel giro di mezz’ora avertono i cittadini e dicono cosa fare e le zone da allertare”.  

Gli studi e le azioni insistono, però, anche sulla prevenzione del rischio. Due, le azioni principali attuate dal Comune sono state, durante l’anno, la messa in sicurezza della zona industriale di via Toscana e della zona residenziale di largo Ascoli Piceno e la ricerca di risorse per realizzare la cassa di espansione del fiume Foglia.

In via Toscana e largo Ascoli Piceno – è stato spiegato dal sindaco Luca Ceriscioli – dopo l’alluvione del settembre 2005, tutte le edificazioni successive sono state realizzate tenendo conto delle nuove normative sulla mitigazione idraulica, quindi realizzando delle soglie che innalzino il livello della struttura evitando l’arrivo dell’acqua in caso di piena del Foglia. Dopo i fatti del 2005 è stato rifatto il sistema fognario dotando il fiume di una “idrovora” che risucchia l’acqua rigettandola solo successivamente nel fiume, tenendo quindi sotto controllo il livello dell’acqua. La disponibilità a spostare parte della zona industriale, data dall’Amministrazione subito dopo l’alluvione, è stata quindi rimessa in discussione perché ora il rischio di piena in situazioni rientranti nell’ordinario non sussiste più.

Per la cassa di espansione del fiume Foglia sono pronti da utilizzare 750 mila euro provenienti dalla casse comunali ai quali si aggiungeranno, tagli permettendo, 2.500.000 euro di finanziamenti ministeriali e 2.000.000 di risorse private. Cosa sarà in grado di fare la cassa? Invasare fino a 900.000 metri cubi di acqua. Il Servizio Manutenzioni del Comune, insieme ad Aspes spa, provvede all’asportazione di vegetazione lungo le sponde del Foglia.

Manutenzione ordinaria è stata effettuata anche sul Genica. La rimozione di rami e altri oggetti presenti nel torrente Genica sono state a carico del Comune.

Altri interventi di pulizia periodica sono effettuati nei fossi demaniali. Nel corso del 2011 sono stati realizzati e sono in corso di realizzazione interventi in questi fossi demaniali: fosso Vallato, fosso della Ranocchia in località San Martino, fosso della Badia a Santa Maria delle Fabbrecce. Inoltre: rimozione piante crollate nel tratto del Genica tra l’Interquartieri e Santa Veneranda e nel Rio Torcivia a Villa Ceccolini; pulizia del ramo del Genica in via del Rio a Santa Veneranda, mentre è imminente la pulizia del fosso della Fossetta in località Selve di Granarola. In ambito extraurbano la competenza per quanto concerne il fiume Foglia e il torrente Genica spetta alla Provincia.

Chi abita di fronte ai corsi d’acqua ha l’onere di collaborare con l’ente pubblico per la segnalazione e talvolta la rimozione delle insidie presenti, a partire dai rami. Particolare attenzione è concessa in questo periodo all’area adiacente l’autostrada in località Fornace Vecchia, al fine di regimare adeguatamente le acque meteoriche (pioggia e neve) lì accumulate.

Di quante risorse parliamo? Ogni anno il Servizio Manutenzione dispone di 55 mila euro per le manutenzioni ordinarie (comprendenti anche gli interventi sulle scarpate spesso oggetto di frane e smottamenti). Le risorse previste nei piani annuali delle opere pubbliche per la straordinaria manutenzione ammontano invece a 90mila euro e sono spesso destinate al ripristino di frane e smottamenti.

“In tema di prevenzione del rischio idrogeologico – ha spiegato il sindaco – ci è di grande aiuto il nuovo meccanismo del Patto di stabilità verticale regionale, che ci consente di avere maggiore facilità nel fare investimenti, prima bloccati quasi totalmente dalla normativa sul Patto di stabilità degli enti locali”.

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