Servizio Pubblico: i nostri voti

di 

11 novembre 2011

 

Michele Santoro

Michele Santoro e il suo Servizio Pubblico

Da oggi, ogni venerdì, in questa sede, verrà fatto il punto settimanale di “Servizio pubblico”, nuova trasmissione di Santoro in onda per le Marche su Tv Centro Marche, con relative votazioni ai protagonisti della serata. Per suggerimenti e critiche potete scrivermi a lorenzochiavetta@yahoo.it.
Parto subito dicendo che ho apprezzato molto più la puntata di ieri rispetto a quella precedente. La settimana scorsa gli ospiti erano troppi, il collegamento con Lavitola qualcosa che si poteva evitare, la presenza di Della Valle in studio pure e anche i temi trattati non mi sono sembrati molto consoni al momento.
Diverso il discorso per la trasmissione appena andata in onda. Con essa, direi che la fase di rodaggio è stata superata a pieni voti.
Rimane un solo difetto: la mancanza di una vera e propria sigla.
Ma vediamo, nel dettaglio, cosa è successo ieri:
Gianfranco Fini: voto 7.
Erano anni che la terza carica dello Stato non presenziava a una trasmissione condotta da Michele Santoro (anche se c’erano state delle interviste in video realizzate dall’ottimo Sandro Ruotolo). La sua performance è buona. Afferma che bisogna essere uniti per uscire dalla crisi e che Monti è l’uomo giusto per traghettarci fuori da ogni male. Trova anche il tempo di ridere quando Santoro parla di La Russa come suo ex “compagno” (“non mi pare il termine appropriato”). Si mostra favorevole alla tassa patrimoniale (“per me è anche una cosa di destra, non solo di sinistra”) e sostiene che bisogna effettuare dei tagli anche alla politica, di cui tuttavia si mostro orgoglioso di farne parte. Risponde a tutte le domande del conduttore, senza mai sottrarsi. Peccato che vada mia a metà trasmissione.
Comunque autorevole.
Vittorio Feltri: voto 5,5.
Sì, quasi sufficiente. In fondo il direttore editoriale de “Il Giornale” non è andato poi così male. E’ intelligente, e ne dà prova. Non molla di certo Berlusconi, ma quando c’è da criticarlo ci va giù pesante: “E’ vero quanto dice Travaglio: Berlusconi, in 17 anni, non ha fatto alcuna legge liberale”. Salvo poi tornare a difenderlo sulla questione sostenendo che sarebbe stato impossibile visto che il ministro dell’Economia, Tremonti, è un”socialista”. Ma Feltri mostra anche uno spiccato senso dell’umorismo (e dell’obiettività, aggiungerei), quando, dopo aver affermato che tutte le leggi ad personam sono state bocciate, e dopo che Travaglio ha ribattuto sottolineando”dalla Corte Costituzionale”, lui ride di gusto, come a dire: “è indifendibile, c’hai ragione”.
Ultima chicca: per il Vittorio nazionale, la visita del premier al congresso di Scilipoti, non è poi una cosa così importante.
Sulla difesa.
Marco Travaglio: voto 8.
E’ difficile non dargli un voto alto, anche perché non c’è una sola parola delle sue affermazioni che possa essere messa in discussione. Dice che Berlusconi non ha fatto la rivoluzione liberale: vero; che è impensabile che un personaggio politico possa possedere tanti mezzi di comunicazione: vero; che la sinistra non ha fatto la legge sul conflitto di interessi: vero. Insomma, che aggiungere? Il vicedirettore de “il Fatto” afferma anche che, per capire il ruolo di Berlusconi nel prossimo governo Monti, bisognerà vedere la lista di ministri che verrà fuori. In effetti, solo lì si potrà comprendere meglio quale sarà l’apporto del Pdl al nuovo esecutivo. Anche il giornalista torinese, sul finale, ha di che ridere (al dire il vero penso che abbiano riso un po’ tutti a casa). Di cosa parlo? Dell’intervista di Bersani, dove il leader del Pd sostiene che se Berlusconi si è dimesso è “grazie a noi”.
Obiettivo.
Gianni Dragoni: voto 7,5.
Si vede che è un bravo giornalista economico. All’inizio si fatica un po’ a seguirlo, ma quando inizia a parlare delle difficoltà delle banche, specie Intesa e Unicredit, il discorso si fa chiaro. Illuminante la “ragnatela” da lui enunciata nel suo ultimo intervento, in cui si evince come molti banchieri siano azionisti di altri banchieri (o presenti nei vari consigli di amministrazione). Un groviglio che aiuta a comprendere molte cose.
Tecnico.

Claudio Messora: voto 7,5.
Seguo byoblu, il suo blog, da anni ormai. Claudio è sempre informato su tutto e molti internauti gli sono grati per il lavoro di denuncia che fa. Durante la trasmissione fa delle affermazioni forti su Mario Monti e sui suoi trascorsi alla Commissione Trilaterale e al gruppo Bildenberg (alle cui riunioni non ha accesso nessuno, nemmeno i giornalisti). Nulla di ciò che dice viene smentito. L’impressione che ho è che ciò che Claudio dice venga sminuito dal pubblico in studio, mentre invece è molto importante, tanto che ha un effetto prorompente sul sondaggio lanciato sulla pagina Facebook di “Servizio pubblico”. In pochi minuti, infatti, avviene un vero e proprio ribaltone: la maggioranza degli utenti prima si mostra favorevole al governo Monti; dopo le parole di Messora cambia totalmente idea.
Informativo.
Michele Santoro: voto 6,5.
Conduce bene, come al solito, unico nel suo ruolo. Incalza molto bene Gianfranco Fini, sottoponendolo a numerose domande. Però… c’è un però. Non mi piace per niente la maniera in cui zittisce l’imprenditore siciliano (credo si chiamasse Vecchio), quando quest’ultimo afferma di aver comprato dei titoli di Stato per cercare di risollevare le sorti del Paese. Santoro si mostra in totale disaccordo, e praticamente gli chiude la bocca a malomodo. Poteva fare di meglio.
Non garbato.
Operai Fincantieri, Genova, Porto Marghera e tutti gli altri: voto 10.
La loro forza di volontà vale più di mille parole. Sono colpevoli di una sola cosa: hanno voglia di lavorare.
Tenaci.
Vauro: voto 9.
La vignetta di Bersani e Renzi sull’allargamento dell’orifizio anale è stupenda. Gli va concessa la marchetta finale al “Male”.
Sublime.

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