Storie di basket: nella sfida dei “santi tiratori”, Frederick meglio di Oscar

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11 novembre 2011

Dietro i canestri. Il libro del nostro Luciano Murgia (Minerva edizioni)

Dietro i canestri. Il libro del nostro Luciano Murgia (Minerva edizioni)

PESARO – Caserta contro Pesaro, una lunga storia. Proponiamo un ricordo, la memoria del passato che rimanda al presente, da “Dietro i canestri” – Diario di viaggi. Racconto di passioni. Trent’anni nel mondo del basket – (Minerva Edizioni, novembre 2010). L’episodio che lega Pesaro e Caserta, che si sfidano sabato pomeriggio, è raccontato nel capitolo “Canestri in cucina”.

 

Da Casey a Bisacca, di male in peggio. La dirigenza promuove Giancarlo Sacco. La conduzione tecnica in mano al “ragazzo di casa”. Una bella idea. La reazione è inimmaginabile, la Vuelle guadagna i playoff. Il Banco di Roma, pare ostacolo proibito, ma Zambalist Fredrick, marcatore principe della NCAA, è irreale. Pesaro, espugnato il Palaeur, è in semifinale. “Pure dispiaciuto per l’eliminazione, ho potuto vedere Fredrick, risparmiando un viaggio negli Stati Uniti…” commenta Bianchini, arrendendosi al “manuale del giovane allenatore Sacco”.

Non manca la fiducia. Prenotate le camere all’hotel Jolly di Caserta. La valigia piena di effetti personali per una lunga assenza. Così, spinto dai tantissimi pesaresi che esultano nel piazzale del PalaEur, il pullman viaggia verso la Campania. La Juve, favorita, vince soffrendo (21 aprile: 82-79). Il confronto di ritorno (116-111) passa alla storia per il fuori programma pugilistico. Sylvester, provocato da Davis, manda fuori combattimento diversi bianconeri, compreso Oscar. In verità, tante ne dà e ne prende. Nel consueto terzo tempo nel suo ristorante, Mike confessa: “Ho fatto a botte tante volte. Mai ho visto le stelle. Stasera erano un firmamento”. Il video con l’extra pugilistico, se esiste, si trova nell’archivio di qualche amatore. Negli USA la scazzottata è un cult. Laurel, moglie di Mike D’Antoni, si adopera per trovare una copia del filmato. Senza esito.

Mike è squalificato per lo spareggio. Amici rivelano che qualche casertano minaccia una spedizione punitiva al ristorante dell’oriundo. “Toccateci tutto, non Oscar…, ma adesso, senza Sylvester, la finale è nostra”. Non informano Fredrick. Oscar, pazzesco, consente alla Juve di recuperare e portarsi in vantaggio. Zam risponde con tiri pesantissimi ad ogni tripla del brasiliano. Sul tabellone 90-99: un sogno e un incubo. Dipende da dove si contempla. In un PalaMaggiò ammutolito, lo spogliatoio biancorosso è una baraonda. La polizia scorta per diversi chilometri il pullman marchigiano preso di mira dalle sassate di fanatici campani. L’entusiasmo è incontenibile, ma Sacco vieta festeggiamenti: “Ci attende una finale”. Gian Luca Del Monte, che pure scende in campo solo al suono della sirena, segna un gran canestro trovando modo di parlare al presidente del premio. Consistente, se è vero che il bonus salvezza guadagnato l’anno precedente è superiore a quello della Virtus Bologna per lo scudetto della stella!

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