Loredana Longhin della Cgil: “Immigrare non è reato”

di 

14 novembre 2011

di Loredana Longhin*

Loredana Longhin

Loredana Longhin

PESARO – Le notizie di cronaca degli ultimi giorni, in merito al blitz avvenuto a Ponte Armellina, e il ferimento di un uomo di nazionalità nigeriana che hanno attraversato l’opinione pubblica senza colpo ferire, ci dicono ancora chiaramente che l’immigrazione è ancora un problema non risolto nella nostra comunità locale.

La Cgil condanna senza se e senza ma ciò che è successo a Ponte Armellina, perché dà il metro di misura di quanto ci sia ancora da fare in termini di integrazione e accoglienza nei confronti degli immigrati.

Sempre più spesso si proietta una immagine xenofoba, intollerante, violenta verso i migranti, che accetta gli immigrati solo in una logica mercantile e che perciò non vorrebbe vederli fuori dalle fabbriche.

Dove si strumentalizzano pesanti reati compiuti da immigrati come se fossero più gravi di quelli compiuti dagli italiani.

Così si alimenta un senso di paura e di insicurezza senza capire che esse sono figlie delle solitudini sempre crescenti che caratterizzano la società contemporanea e di quel vuoto esistenziale determinato dalla caduta dei valori etici, morali e civili.

La Cgil vuole richiamare l’attenzione delle istituzioni, della politica, degli operatori economici e sociali sul rischio che si affermi una cultura scarsamente attenta alle ragioni degli ultimi e di una società che alimenta la paura del diverso spezzando quei vincoli comunitari e reti relazionali che definiscono la qualità civile del nostro territorio.

La gran parte degli stranieri hanno scelto la nostra provincia per la forte domanda di lavoro delle imprese e delle famiglie che si era registrata negli anni scorsi. Pensiamo al gran numero delle badanti che hanno consentito, quasi sempre grazie agli enormi sacrifici delle famiglie, a moltissimi anziani soli o non autosufficienti di continuare la loro vita in modo dignitoso.

Anche se oggi, il quadro economico è profondamente mutato, è chiaro che è compito delle istituzioni e delle forze sociali mettere in campo nuove politiche sociali per dare risposte efficaci e credibili a problemi nuovi. Lo stato sociale infatti è la chiave di volta, e va potenziato con politiche nuove, con responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti.

La Cgil è da sempre in prima linea nella difesa dei diritti degli stranieri, da ultimo anche come promotore del comitato per il diritto di cittadinanza, e di voto per gli immigrati. Il nostro obiettivo ambizioso è costruire un’idea di società, fondato sul valore dell’interculturalità, vogliamo dimostrare che esiste un lato della globalizzazione che sa valorizzare le differenze, che individua nelle diverse culture una risorsa per costruire una civiltà moderna, che assume il valore della persona indipendentemente dal colore della sua pelle o dalla religione.

*Segreteria confederale provinciale Cgil

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>