Oggi l’addio a Lungarotti, storico chirurgo del S.Salvatore

ospedale pesaro

PESARO – E’ morto dopo una lunga malattia il professor Ferdinando Lungarotti, chirurgo lombardo, ma pesarese d’adozione, e primario al San Salvatore per oltre trent’anni.  Dopo la pensione, a 68 anni, ha continuato ad operare a Cattolica presso l’ospedale Cervesi, una struttura pubblica collegata alla clinica San Raffaele di Milano.  “Il San Salvatore? Un ospedale perfetto, un vero punto di riferimento della sanità marchigiana, con professionisti eccezionali come Picchio, Mircoli, Rettanni, Di Ferdinando, Pavoni, Borghi” spiegava anni fa in un’intervista allo Specchio. All’Ospedale San Salvatore è stato primario di chirurgia nel 1967  e  ha eseguito 33 mila interventi, sui 35 mila complessivi della sua carriera. L’ospedale in cui ha provato le più grandi gioie professionali e i più grandi dolori; in cui ha incontrato Milena, la sua “compagna di vita” che gli ha dato il figlio Luca, così chiamato in ricordo dell’evangelista medico; in cui le contadine da lui operate gli portavano le uova fresche in segno di gratitudine. Ciclon, altro leggendario personaggio pesarese e suo paziente, gli portò addirittura in corsia un coniglio vivo. Alcuni lo hanno dipinto come un personaggio burbero, scostante, impaziente, a volte iroso con assistenti e infermieri. Altri come un uomo dolcissimo, di grande umanità, di notevole senso dell’umorismo; nessuno comunque ha mai messo in discussione la sua cultura e le sue capacità terapeutiche.  Nato ad Alessandria il 5 gennaio 1931, secondo di sei figli di un padre umbro, generale di artiglieria, e di una madre mantovana. Il padre viene fatto prigioniero nel Peloponneso nel 1943, rifiuta di aderire alla Repubblica di Salò e viene internato in un campo di concentramento tedesco (verrà liberato dagli americani nel ’45). Il sostentamento della sua famiglia viene così assicurato dai parenti lombardi che si prendono cura dell’educazione dei ragazzi. Nella diaspora familiare, il giovane Ferdinando viene affidato allo zio Beluffi, già chirurgo a Pavia; e a Pavia frequenta il liceo e poi l’università presso il collegio “Cairoli”, fondato da Maria Luisa d’Austria. Durante il liceo torna in vacanza a Mantova d’estate e lavora in campagna come contadino per guadagnarsi i soldi della retta.  Si laurea nel 1956: poco dopo opera d’urgenza, per un’appendicite, un suo ex compagno di collegio (che diventerà rettore dell’Università) e non si ferma più.  Poi, negli anni ’60, Pesaro. L’ospedale che Lungarotti frequentava già da studente di medicina, in vacanza, andando ad assistere alle operazioni del leggendario Leonida Beluffi, allora primario di chirurgia. L’ospedale in cui tornò da primario di chirurgia nel 1967, anche se nominato ufficialmente l’anno dopo.

IL FUNERALE

Il funerale e le esequie del professor Ferdinando Lungarotti si svolgeranno oggi alle ore 15 in Duomo.

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