Fano-Grosseto, Ricci scrive a Passera

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19 novembre 2011

Il presidente chiede un incontro urgente al neoministro alle Infrastrutture: “Partenariato pubblico-privato per realizzare l’opera, sfruttando il decreto sviluppo”

 

Matteo Ricci

Il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Matteo Ricci (foto Marco Giardini)

PESARO – Non ha perso tempo e ha subito preso carta e penna. Saputo il nome del nuovo ministro alle Infrastrutture, Matteo Ricci non si è fatto sfuggire l’occasione. Anche perché il canale andava sfruttato, visto che il neotitolare del dicastero è quel Corrado Passera che, da ceo di Intesa Sanpaolo, nella conferenza nazionale Istat aveva pubblicamente definito il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino “esempio di buon amministratore”. L’oggetto della lettera inviata a Roma – e per conoscenza ai governatori di Marche, Toscana, Umbria e ai presidenti delle Province di Grosseto, Siena, Arezzo e Perugia – si manifesta chiaramente fin dalle prime righe: “Nel complimentarmi per il prestigioso incarico – scrive Matteo Riccisottopongo alla sua attenzione l’annoso problema della E78 Fano-Grosseto. L’opera, strategica e fondamentale per le Regioni del centro Italia che rappresentano la cerniera tra sud e nord del Paese, rappresenta, nel panorama infrastrutturale italiano, l’emblema di un certo modo di fare che confido sia giunto alla sua conclusione. Decine di chilometri di strada non finita, una galleria (la Guinza, ndr) di 6 chilometri abbandonata a se stessa, valli e territori devastati, popolazioni che devono transitare ancora su strade medievali sono uno sfregio al buon senso“.

Il presidente della Provincia ripercorre le ultime vicende: “Già da alcuni anni abbiamo rilanciato, d’intesa con i territori interessati, la ricerca di una possibile soluzione del problema. Solo recentemente, con il ministro Matteoli, si è potuto riprendere il filo del discorso che ormai si poteva considerare morto e sepolto. E così si è riusciti a inserire la E78 nella rete Ten, si sono superati i problemi tra Umbria e Toscana e si è pervenuti a una proposta d’interesse da parte di una Ati italo-austriaca, composta da grandi imprese come Strabag, Cooperativa muratori e cementisti di Ravenna e Astaldi, rimettendo in moto il meccanismo, anche grazie alla professionalità dei funzionari del ministero. Il recente “decreto sviluppo”, che prevede la defiscalizzazione delle imprese che finanziano infrastrutture, pone un altro tassello positivo per la partenza di un’iniziativa di partenariato pubblico-privato per realizzare l’opera”.

Conclusione del presidente della Provincia: “Per illustrare le esigenze delle comunità provinciali dell’Italia centrale, le chiedo dunque un incontro urgente con i presidenti delle 3 Regioni e delle 5 Province interessate, nei modi che riterrà più opportuni“. Firmato Matteo Ricci.

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