Un libro sui militari italiani internati nei lager nazisti

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22 novembre 2011

Presentazione su iniziativa dell’assessorato alla cultura e della biblioteca Bobbato. Ricostruito un pezzo di storia dalle informazioni su 6mila pesaresi

 

Memorie ritrovate

La copertina di "Memorie ritrovate" di Luca Gorgolini

PESARO – “Memorie ritrovate. La vita nei lager nazisti attraverso il ricordo degli internati militari italiani”. Questo il titolo del libro, edito da Lavoro Editoriale, scritto da Luca Gorgolini che verrà presentato giovedì, alle ore 17.30, nella sala Pierangeli della Provincia (via Gramsci 4, Pesaro). Un’iniziativa dell’assessorato provinciale alle politiche culturali e dell’associazione biblioteca archivio Bobbato, in collaborazione con Anpi e Iscop provinciale e regionale.

Introdotto dalla presidente della biblioteca Bobbato Simonetta Romagna, l’incontro vedrà gli interventi del vicepresidente della Provincia e assessore alle politiche culturali Davide Rossi, della presidente dell’istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nelle Marche Luisella Pasquini, del professor Carlo De Maria dell’università di Bologna e dell’autore.

Attraverso informazioni su oltre 6.000 pesaresi, Luca Gorgolini ha ricostruito un pezzo di storia su cui si avvia la realizzazione di un importante fondo documentale. Nel libro si parla infatti di un fenomeno storico ancora poco approfondito: il rientro a casa degli internati militari italiani sopravvissuti alle violenze dei lager tedeschi, persone che sperimentarono la diffusa indifferenza dei loro connazionali, alle prese con un difficile recupero della vita quotidiana e desiderosi di chiudere i conti con la guerra. Rispetto alla figura del partigiano, protagonista riconosciuto della liberazione del Paese, l’internato militare costringeva la classe dirigente italiana a riconoscere le proprie responsabilità. Per questo, come evidenziato nel libro, la storia e le sofferenze degli ex militari sono rimasti avvolti nel silenzio, anche per loro volontà, fino alla metà degli anni Ottanta, quando, attenuati gli scontri ideologici, la storiografia ha cominciato a riflettere sull’altra resistenza, quella condotta dai militari italiani prigionieri, che opposero un deciso rifiuto alla reiterate richieste di rientrare in Italia per combattere sotto le insegne della Repubblica Sociale.

 

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