Dalmonte teme i Lupi Avellinesi

di 

24 novembre 2011

di Luciano Murgia

Scavolini Siviglia-Venezia, Simone Flamini

Capitan Flamini stringe i denti (foto Giardini)

PESARO – Una volta tanto, a coach Dalmonte non si può augurare “in bocca al lupo”. Domenica sera (si gioca alle ore 20,30 per esigenze televisive) arrivano davvero i lupi e l’unico augurio che si può fare è che siano vegetariani. Come nelle ultime due partite, perse entrambe (a Cantù e in casa con Casale Monferrato). Così, Avellino ha gli stessi punti dei biancorossi pesaresi e deve ancora riposare. In un campionato mai così equilibrato, si passa facilmente dalle stelle alle stalle. E viceversa. Doveroso farsene una ragione, per evitare voli pindarici e brusche ricadute. Meglio vivere l’oggi, che non significa alla giornata, ma archiviando il passato ed evitando di anticipare il futuro. Oggi significa concentrarsi al massimo su una sfida difficile. E che non significa che Dalmonte ha usato il solito disco rotto durante l’abituale conferenza stampa del giovedì, parlando bene degli avversari. Sono, invece, pillole di saggezza, in un ambiente che tende troppo facilmente e esaltarsi per una vittoria e a deprimersi dopo una sconfitta.

“In questo contesto, in questo momento – Dalmonte docet – è la sfida più difficile che il calendario potesse riservarci. Per la forza di Avellino, ma anche in seguito alle due sconfitte in cui è incappata la squadra di Vitucci. La Sidigas ha talento tecnico e atleticità e non dà punti di riferimento agli avversari. Difendere contro i campani sarà arduo, difficile. E allo stesso tempo importante, determinante. Servirà equilibrio, proprio perché loro creano problemi, ad iniziare dalla pressione che mette il playmaker, Marques Green, per proseguire con l’atleticità di Dean, con l’atipicità delle due ali, Golemac e Ron Slay, e con la presenza di Linton Johnson, il centro – lo dicono i numeri – più dominante del campionato. Ecco, per vincere con la Sidigas sarà necessario giocare 40 minuti di grande intensità in attacco e in difesa”.

Sbaglia, quindi, chi – con troppo ottimismo – ipotizza l’arrivo di una squadra depressa dopo il ko in casa con la Novipiù frutto di un quarto periodo da record negativo (14-33).

“Hanno orgoglio ed esperienza – è convinto il coach pesarese – per reagire subito.

E pensare che Avellino ha perso Omar Thomas (vittima del passaporto falso), Troutman, passato al Bayern Monaco, e Szewczyk, che ha rafforzato l’Umana Venezia.

“Golemac e Ron Slay  sono diversi dai predecessori, non hanno la stessa pericolosità dall’arco che propone Szewczyk, ma possono essere micidiali con  tiri piedi a terra di Golemac e la doppia dimensione (fronte a canestro e in post basso) di Slay. Inoltre, dopo l’infortunio – la scorsa stagione – di Troutman, hanno innescato l’energia unita alla tecnica di Johnson, un mix esplosivo. Il centro americano è veloce, verticale e servito in alley-oop è immarcabile. Cusin e Lydeka dovranno azzerare gli spazi per i tagliafuori, impedire che Johnson guadagni un metro e arrivi di corsa…”.

Una squadra completa, che non concede alcun vantaggio agli avversari, la Sidigas allenata da Frank Vitucci.

“Non solo ricca di talento tecnico – aggiunge Dalmonte – ma anche di risorse tattiche. Potrei definirla una squadra che si esprime al massimo con la “libertà organizzata”. Ognuno utilizza al meglio le proprie qualità dentro regole che rendono veramente difficile il lavoro difensivo degli avversari. Tutto passa da Green, che ha tutta la libertà possibile. Il suo primo supporto è Taquan Dean, micidiale nell’uscita dai blocchi. Attenzione, però, perché Avellino può alternare o utilizzare insieme due registi, opposti e complementari, come Green e Spinelli. Se esce Green ed entra Spinelli, la difesa si trova davanti a una squadra diversa…”.

La Sidigas confida – crediamo – nella gara dell’ex. Spesso è solo cinema, roba da articoli di giornale o servizi radiotelevisivi, talvolta è una legge che funziona. E allora…

“Per diverse ragioni, saranno motivatissimi e avranno tanta voglia di fare bene contro Pesaro. Non ho alcun dubbio che qualche parola se la siano già detta o se la diranno prima di domenica sera”, sottolinea il coach romagnolo della Scavolini Siviglia. “Noi dovremo essere presenti, attenti, concentrati. Contro un avversario come Avellino, il grado di attenzione sarà più importante della strategia”.

Green esercita grande pressione sul portatore di palla avversario. Hickman, che finora ha mostrato evidenti pecche nel palleggio, dovrà fare attenzione per non regalare canestri facili.

“Dovremo essere bravi tutti, lavorando di squadra”.

A proposito: come state vivendo il momento molto positivo che sta entusiasmando l’ambiente?

“Lavorando con la volontà di migliorare, con la consapevolezza di quel che serve per migliorare senza pensare al contorno. E’ troppo presto per mettersi a fare conti e potrebbe essere fuorviante. Siamo consapevoli che dell’equilibrio che propone il campionato, delle insidie che nasconde ogni partita. Conta solo la prossima partita”.

Ancora una settimana tranquilla per i biancorossi, che però devono convivere con il guaio fisico che condiziona la preparazione di Simone Flamini. Da vero capitano, Simone soffre ma stringe i denti, salta qualche allenamento ma poi dà tutto su parquet, fosse necessario un tiro o un blocco, un rimbalzo o la difesa su un avversario tosto, ma anche un’uscita dalla panchina per bloccare una protesta troppo calorosa di White nei confronti degli arbitri. Che domenica sera saranno Tola, Lo Guzzo e Biggi.

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