Nuovo regolamento sull’occupazione di suolo pubblico: le considerazioni di Di Domenico

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24 novembre 2011

Alessandro Di Domenico

Alessandro Di Domenico mostra un gazebo che dovrà esser tolto entro la fine del 2014

di Alessandro Di Domenico*

PESARO – Il Comune di Pesaro ha pronto il nuovo regolamento per l’occupazione del suolo pubblico; già c’è stato un rinvio della delibera in quanto non politicamente condivisa. Lunedì prossimo ritorna in aula con almeno una quindicina di proposte di modifiche. Siamo sicuri di riuscire a venirne a capo?

Con il nuovo regolamento sull’occupazione del suolo pubblico, e per il decoro della città, scompariranno i gazebo, forse l’unico vero obiettivo dell’amministrazione comunale, però chi lo ha già “installato” lo dovrà smontare entro la fine del 2014.

La superficie minima di 20 metri quadrati potrà essere coperta solo con ombrelloni di pari superficie, ma chi avrà più spazio a disposizione dovrà usare moduli di ombrelloni più piccoli.

Si potranno installare “funghi” per il riscaldamento, o attrezzature per il rinfrescamento, peccato che le pareti frangi-vento e gli ombrelloni non potranno essere collegati, vanificando in parte i benefici di questi strumenti.

Le fioriere non saranno solo di legno, ma potranno essere usati altri materiali… peccato che per zone di pregio, o per aree omogenee, non è stata prevista alcuna formula di uniformità di progetto per offrire ambientazioni di alto livello.

Credo che conoscere il parere, a tal riguardo, del consorzio del Centro storico, così come dell’associazione Salviamo il centro storico, sia molto importante e una vera opportunità.

Un altro aspetto critico è la procedura per presentare le domande di occupazione di aree pubbliche. Infatti occorrerà dotarsi di tecnici abilitati che dovranno fornire al comune tanta di quella documentazione che alla fine il costo della pratica potrebbe rivelarsi oltre modo oneroso.

Ma l’uso dell’autocertificazione e delle procedure semplificate per i cittadini quando cominciamo ad applicarle?

Se poi analizziamo il rispetto per le zone di culto, sono stati previsti 7 metri di distanza minima per poter allestire queste aree, ma dall’ingresso, non dal perimetro della chiesa ad esempio.

La ritengo una disposizione offensiva quando è giusto garantire almeno 15 metri di distanza come fascia di rispetto.

Laddove vi siano situazioni già esistenti, e ininfluenti per la fruizione del luogo di culto, si può prevedere un principio di deroga.

Insomma, un regolamento che forse occorre ancora approfondire e modificare.

*consigliere comunale Pdl

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