Di Domenico: “Statalizzare il Prato Fiorito è un’imposizione. Mi batterò perché non succeda”

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30 novembre 2011

Alessandro Di Domenico

Il consigliere Pdl Alessandro Di Domenico

PESARO – Dal consigliere comunale Alessandro Di Domenico riceviamo, e pubblichiamo, il seguente comunicato inerente la statalizzazione della scuola dell’infanzia pesarese Prato fiorito.

 

Con la delibera sulla statalizzazione della scuola dell’infanzia Prato Fiorito, il Comune di Pesaro ha continuato nel suo programma di disimpegno nel settore dell’educazione e dell’infanzia, la Provincia prosegue su questo solco, ma prima di cantar vittoria, troveranno molti ostacoli sul cammino.

In questi anni abbiamo lottato strenuamente per difendere non la scuola comunale o il corpo docente pubblico, ma per difendere una cultura, un modello, una struttura che è patrimonio della città, di tutti i cittadini pesaresi che in questi 30 anni hanno investito in questo servizio anche il loro contributo materiale in qualità di contribuenti.

Quello che più indispettisce è che il Comune non comunica i suoi passi alle famiglie che si affidano a questo servizio. Anche il dibattito politico è “monco”.

Tanti, forse troppi, consiglieri comunali o provinciali non hanno la percezione fattiva di ciò che significa ridimensionamento scolastico, accorpamenti, statalizzazione o esternalizzazione.

Ma questo perché ad iniziare dagli Assessori competenti, per finire alle assise consiliari, non vengono mai esplicitati a dovere i concetti sopra elencati.

Personalmente mi sono sempre opposto a queste dinamiche e a queste logiche e, entrando nel merito della questione, ritengo il percorso di statalizzazione del Prato Fiorito, e le proposte di ridimensionamento scolastico, un’imposizione politica e non un ragionamento costruttivo.

Non è più accettabile che non si tenga conto né delle esigenze degli insegnanti, né delle famiglie e, soprattutto, dei bambini, ormai considerati “clienti” per gli istituti comprensivi, ma questo, spesso, per molti, è un dettaglio di poco conto.

Orari di lavoro, rapporto bambini-insegnanti, indennità di lavoro, modello pedagogico delle scuole statali, sono attualmente difficilmente compatibili con le scuole comunali.

Forse conoscere esperienze diverse in città limitrofe può aiutare in questa transizione, ma ad oggi, nonostante alcune lettere già protocollate dal sottoscritto, nessuno mi ha convocato ad una riunione piuttosto che a qualche commissione. Ma loro lavorano così.

Poi vengo ad una provocazione, Ma i sindacati, mitici paladini del corpo insegnante comunale, dove sono? Hanno ideologicamente attaccato la privatizzazione e ora sulla statalizzazione per loro va tutto bene?” Alessandro Di Domenico, consigliere comunale Pdl.

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