Un nuovo metodo di analisi del Dna per scovare i criminali

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1 dicembre 2011

Protocollo d’intesa tra la polizia di Stato e l’università d’Urbino per l’utilizzo del Cy0, scoperto dai ricercatori dell’ateneo feltresco. I dati a disposizione dell’Unità Delitti Insoluti

 

analisi dna

URBINO – Non è roba da film americano, ma la realtà dei fatti che potrebbe condurre a una svolta nella lotta al crimine. Grazie a un protocollo d’intesa tra la polizia di Stato e l’università d’Urbino per l’utilizzo nelle analisi del dna di un nuovo metodo scoperto dai ricercatori proprio dell’ateneo feltresco. Si tratta del metodo Cy0, basato sull’utilizzo di un software dedicato alla quantificazione molecolare, che consente una procedura sicura e più affidabile persino del dna stesso.

In base al protocollo – che verrà stipulato lunedì alle 16, nell’aula magna del Rettorato di via Saffi, 2 alla presenza del magnifico rettore Stefano Pivato e del direttore centrale Anticrimine della polizia Francesco Gratteri – le parti svolgeranno arrività di ricerca e formazione didattico-scientifica, principalmente nell’ambito della quantificazione degli acidi nucleici da tracce biologiche mediante la tecnica “real-time PCR” per la quantificazione del dna. La tecnica, messa a punto dai ricercatori urbinati capitanati dal professor Vilberto Stocchi, diverrà un utile supporto nelle indagini sui crimini e su altri aspetti che riguardano l’analisi forense.

Il nuovo metodo sviluppato dal dipartimento di scienze biomolecolari dell’università degli Studi di Urbino Carlo Bo, e più precisamente dai ricercatori Michele Guescini, Davide Sisti, Laura Stocchi e dal professor Marco Rocchi, consente di ridurre drasticamente la possibilità di errore anche quando si avranno a disposizione pochi picogrammi di materiale genetico. Il metodo Cy0 è infatti affidabile anche quando le condizioni di amplificazione non sono ottimali.

Una scoperta importante, fanno sapere dalla polizia, anche per fini giudiziari e investigativi, in particolare sulla rivisitazione, in chiave tecnico-scientifica, di casi di cronaca nera irrisolti. A tal riguardo la polizia di Stato ha istituito una speciale squadra di investigatori del servizio Centrale operativo e del servizio Polizia scientifica – denominata “Unità delitti insoluti” – ceh sfrutta proprio la sinergia fra tecniche d’indagine tradizionali e nuove metodologie scientifiche a supporto delle indagini, che ispira la firma del protocollo fra università e Direzione centrale Anticrimine della polizia di Stato.

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