Un tesoretto napoletano ai Musei Civici

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1 dicembre 2011

Sabato 3 dicembre/ Palazzo Toschi Mosca, ore 17.30

Un tesoretto napoletano ai Musei Civici

Luca Giordano, Sansone e Dalila, olio su tela, 1660 ca.

Luca Giordano, Sansone e Dalila, olio su tela, 1660 ca.

PESARO – Nuova tappa nel percorso di riscoperta dei numerosi tesori conservati nei depositi dei Musei Civici. Questa volta gli studi hanno portato alla luce un importante dipinto della seconda metà del seicento appena finito di restaurare: un Sansone e Dalila di notevoli dimensioni appartenente alle collezioni Mosca, attribuito di recente al grande pittore napoletano Luca Giordano (1634-1705) da Stefano Causa, professore associato di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.

Il restauro verrà presentato ai Musei Civici sabato 3 dicembre alle ore 17.30 alla presenza dello stesso Causa, di Grazia Calegari che ha coinvolto lo studioso nel suo lavoro di ricerca e di Maria Rosaria Valazzi. Per l’occasione, il pubblico potrà ammirare la tela di Giordano insieme al Tobiolo e l’Angelo di Battistello Caracciolo tornato ai musei dopo essere stato accolto a Palazzo Ducale; entrambe le opere saranno esposte nella sala dell’Angelo fino al 15 gennaio 2012.

“Questo appuntamento ha un forte valore simbolico – afferma l’assessore alla Cultura del Comune Gloriana Gambini – perché fornisce alla città il senso concreto del lavoro di ricerca e restauro sul patrimonio, poco visibile all’esterno ma portato avanti con costanza nonostante la scarsità delle risorse a disposizione. Nel giro di pochi anni, stanno ‘spuntando’ dai depositi tavole e tele decisamente significative del seicento napoletano – accanto a Luca Giordano, Girolamo Imperato, Battistello Caracciolo, Andrea Malinconico, Carlo Rosa – tanto da poter parlare di un autentico tesoretto a Pesaro”.

Stefano Causa, autore del saggio pubblicato per documentare il restauro, sottolinea come l’attribuzione a Giordano rivesta una duplice importanza; da un lato si tratta di un ritrovamento fortunato, oltre che inaspettato, per il catalogo di un artista che ha affrontato di rado l’episodio biblico del tradimento di Dalila: adesso, i suoi studiosi possono aggiungere un tassello rilevante alla ricostruzione della prima maturità del pittore. Dall’altro, la riemersione di questo capolavoro – databile agli anni 1660 – rappresenta sicuramente una notizia preziosa per la città e la consistenza del suo patrimonio artistico.

Info 0721 387541-295, call center 199 151 123, www.pesarocultura.it, www.museicivicipesaro.it.

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