Coach Cioppi: “Fidatevi, Hickman è un bel giocatore”

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2 dicembre 2011

di Luciano Murgia 

Scavolini Siviglia-Treviso, Richard Hickman

Ricky Hickman nella foto Marco Giardini

PESARO – Mvp la scorsa stagione in Legadue, in difficoltà nei primi mesi del suo esordio in serie A. Richard Hickman non convince all’esterno, ma è tutelato – ed quel che più conta – all’interno. Coach Dalmonte ha espresso la massima fiducia nel suo giocatore, anche dopo averlo lasciato in panchina tutto l’ultimo quarto contro Avellino.

C’è un pesarese che conosce molto bene Hickman, è coach Stefano Cioppi, allenatore di Jesi, che l’ha affrontato con la Fileni quando il playmaker americano giocava a Casale Monferrato, con coach Marco Crespi e il pesarese Matteo Malaventura, altri due che per Richard mettono la mano sul fuoco.

“Io conosco Hickman come giocatore intelligente – commenta Cioppi -, un vero playmaker. La scorsa stagione ha iniziato così, come quest’anno, e durante il girone di andata in tanti si interrogavano se fosse adatto a provare a vincere la Legadue, oppure no. Ricordo che all’andata battemmo Casale Monferrato e coach Crespi tenne una riunione fino alle 23 nello spogliatoio jesino per analizzare la sconfitta. Quando Hickman ha capito lo stile di gioco, soprattutto la sua squadra, e ha fatto un grandissimo girone di ritorno e playoff straordinari, da vincente. Secondo me con questo ragazzo bisogna avere pazienza, perché da intelligente qual è preferisce prima capire la squadra piuttosto che impressionare chi lo guarda”.

Cioppi, che aveva giocato e vinto a mezzogiorno, domenica sera era all’Adriatic Arena a seguire la partita con Avellino. Quali impressioni ha ricavato sui biancorossi di Dalmonte affrontati nell’amichevole di Marotta?

“Sull’amichevole, nessun giudizio. Quando si disputano partite infrasettimanali si hanno obbiettivi che non sono legati al risultato. Ho speso il mio tempo a guardare la mia squadra. Domenica, da spettatore, l’ho seguita con più attenzione. Il giudizio di tutti noi è legato a un episodio accaduto nel finale che poteva cambiare la partita. Mi riferisco al tiro costruito benissimo per Lydeka  da sotto. Il tiro era buono, ma la sfortuna ci ha messo lo zampino, perché la palla ha girato sul ferro ed è uscita. Era un canestro determinante. Fosse andato a referto, si parlerebbe in tutt’altra maniera di quella partita. Oggi, invece, siamo qui a parlare della difficoltà ad attaccare la difesa match-up proposta dal coach avellinese Vitucci. Sono certo che la Scavolini Siviglia troverà subito le contromisure a questa difesa. Non a caso, contro la mia squadra, ha affrontato la zona e l’ha attaccata molto bene, trovando soluzioni positive. E non dimentico che la sconfitta con Avellino è arrivata anche per mano di due ex, Green e Slay, che avevano tanta voglia di farsi rimpiangere e hanno vissuto una serata particolare”.

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