Varotti difende Ippaso e attacca Di Domenico

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2 dicembre 2011

Amerigo Varotti

Il direttore di Confcommercio Amerigo Varotti parla in favore di Ippaso

PESARO – Il consigliere comunale di Pesaro Di Domenico ha attaccato il suo compagno di partito e consigliere comunale Davide Ippaso, “reo” di avere votato a favore del nuovo regolamento sull’occupazione delle aree pubbliche, chiedendone le dimissioni dal gruppo consiliare del Pdl. Amerigo Varotti, direttore provinciale di Confcommercio di cui Ippaso è segretario comunale, commenta l’intervento di Di Domenico.

Un consigliere comunale – scrive Amerigo Varottiviene eletto dai cittadini in virtù del proprio impegno sociale, culturale, economico, sportivo…. Non è un “utile idiota” che perde la propria identità e le proprie conoscenze, si dimentica dei propri elettori e dei cittadini che lo hanno eletto solo perché entra a far parte di un gruppo politico.

E’ la vecchia politica che vorrebbe i “cervelli all’ammasso”: tutti pronti a seguire acriticamente le decisioni del presunto leader.

In una competizione elettorale dove sono per fortuna i cittadini a votare e scegliere gli eletti (non come con il porcellum parlamentare), gli eletti prima di tutto rispondono ai cittadini elettori.

Si dà il caso che Davide Ippaso sia segretario locale della Confcommercio e che abbia ricevuto i consensi della categoria per rappresentare in consiglio comunale anche la loro voce e le loro esigenze. In soldoni: anche per rappresentare gli interessi dei commercianti e delle piccole imprese. Ed allora se si discute in Comune e si porta al voto un provvedimento discusso e concertato con la categoria e con i cittadini che probabilmente lo hanno eletto, bene fa ed ha fatto Davide Ippaso a votare a favore. Come la direzione Confcommercio, per altro lo ha invitato a fare.

Svolgendo, peraltro, un ruolo a mio modo di vedere lungimirante: mai una posizione contraria “a prescindere” dai problemi e dalla loro soluzione, ma entrando nello specifico e valutando tecnicamente gli effetti delle deliberazioni da assumere.

Il voto contrario “a prescindere” non pare una strategia vincente e non porta alla soluzione o al miglioramento dei problemi.

A proposito poi di posizioni difformi da quelle del suo partito o del suo gruppo, mi pare che Di Domenico ne abbia assunte diverse (vedi viabilità e infrastrutture). Che fa, allora, si dimette anche Lui?“. Firmato Amerigo Varotti, direttore provinciale di Confcommercio.

Un commento to “Varotti difende Ippaso e attacca Di Domenico”

  1. Mistificare la realtà è uno sport comune negli ambienti poitici o associativi sindacali.
    Intanto io non ho mai garantito il numero legale alla maggioranza neppure quando ero nell’UDC quando votai delle delibere di urbanistica, così con questo rispondo alle diffamazioni di Ippaso; in secondo luogo le mie posizioni difformi dal gruppo su viabilità , infrastrutture e altro, vedi servizi educativi, non sono mai state al limite della rottura e non hanno determinato posizioni politiche maggioritarie a discapito del gruppo, quindi le valutazioni vanno fatte sulla concretezza e non sull’aria fritta che usano spesso certi personaggi.
    Occorre poi specificare che noi siamo stati eletti in opposizione, quindi gli elettori si aspettano una caratterizzazione diversa rispetto alla maggioranza. Sono d’accordo che ciò non significa essere contro a prescindere, ma credetemi con questa maggioranza c’è ben poco da condividere. Sul tema specifico del regolamento, non è colpèa di nessuno se Ippaso ricopre un ruolo in una Associazione di categoria, è lui che deve decidere se i ruoli sono compatibili o meno. Non accetto neppure che il Lunedì uno abbia la “giacchetta dell’opposizione ” e il Martedì è al tavolo delle trattative con chi al Lunedì avrebbe dovuto cantargliele. Forse è questa la vecchia politica detta anche consociativistica.
    Poi sul regolamento nulla da dire: la prima stesura faceva pena, e mi sorprende che le associazioni di categorie lo avessero approvato, poi siamo riousciti a migliorarlo in Commissione, ed infine abbiamo preparato una ventina di emendamenti di cui approvati sulo 3 o 4 dal carattere PURAMENTE AMMINISTRATIVO.
    Visto che non c’era il numero legale, perchè deve essere l’opposizione a garantirlo? Forse qualcuno non sa che la maggioranza ha 26 consiglieri e l’opposizione 15 , quindi se loro stessi non arrivono a 21 che colpa ha l’opposizione?
    In ogni caso se Ippaso usciva con noi, era solo un atto politico, perchè la delibera sarebbe poi passata Lunedì prossimo con un voto a maggioranza qualificata, cioè chi c’è c’è chi nomn c’è non c’è, ed allora cosa serviva l’alzata di genio dell’Ippaso?
    E’ la volontà che vuole entarre in maggioranza, e chi lo trattiene? Ah già, forse queglòi elettori a cui si alludeva………

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