Volley, la rivoluzione di Pedullà inizia ai microfoni

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2 dicembre 2011

Luciano Pedullà e Francesca Ferretti

Luciano Pedullà a Francesca Ferretti a colloquio

di Luciano Murgia

PESARO – “Sta ricevendo in palleggio… spaccagli le dita!”. La frase è colorita, ma spiega meglio di ogni nostra parola cosa è cambiato nel mondo della Scavolini Volley con l’arrivo di Luciano Pedullà al posto di Paolo Tofoli.

Il coach fanese è introverso e usa poche parole, l’allenatore novarese segue con incredibile partecipazione l’impegno delle sue ragazze. Incoraggia, sostiene, si complimenta, incita, rimprovera (giovedì sera, poco in verità). Insomma, vive la partita con la stessa intensità di chi è sul taraflex. E le ragazze reagiscono. Mai – quest’anno – avevamo visto lo sguardo delle colibrì così deciso, quasi furioso. L’emblema sono una schiacciata, prepotente, di Berenika Okuniewska, che se l’incontri fuori sembra una Madonna ma contro le russe era animata da sacro furore, e la frase di Pedullà: “Sta ricevendo in palleggio… spaccagli le dita”. Il “grande fratello” che controlla tutto e tutti ha rubato queste parole a coach Pedullà. Il microfono di Sportitalia ha portato l’incitamento – metaforico – a fare cambiare atteggiamento alla bulgara Eva Yaneva che, appunto, stava ricevendo in palleggio.

La battuta della Scavolini, che nelle cinque partite di campionato sembrava una “telefonata” alle avversarie (“attenzione, arriviamo lì…), è cambiata, diventando più insidiosa. E la ricezione delle russe è andata in difficoltà. Non a caso, durante un altro time-out, Pedullà ha invitato le colibrì a forzare, “non importa se sbagliate”. E con la battuta è mutato l’atteggiamento globale. Impossibile non fare i complimenti al coach novarese, che ha dato a scossa, e non solo perché ha utilizzato la… Dynamo.

I complimenti sono tutti per le ragazze perché hanno lavorato con aggressività e attenzione, quasi fossero una squadra di ventottenni. Invece di anni ne hanno meno… Davvero brave. Io dico sempre che si può essere bravi contadini ma se il terreno non è fertile, si può fare ben poco. Oggi il terreno è stato il migliore del mondo…”.

Lei però ha rivoltato la squadra in sole 48 ore.
Non è possibile, ce ne era solo uno che faceva i miracoli”.

Che cosa ha fatto, allora, in questi due giorni?
Ho cercato di infondere fiducia, ma il resto l’hanno fatto loro, con una incredibile determinazione. Non si sono mica perse per strada… Hanno iniziato senza tanta fortuna (subito un errore in ricezione di Maren Brinker; ndr), io sono stato attaccato a loro, a parlare. Ma non è questo che cambia le cose…”.

Mai vista una Okuniewska così sorridente, una Klineman così determinata. E poi, che Ortolani…
Era… Serena. Lei deve prendere in mano la squadra, come è giusto che sia. Sa che lo deve fare, e che facendo così può crescere e guadagnare i galloni che meriterebbe a livello internazionale, che molti, troppi non le riconoscono. Non mi riferisco a qualcuno in particolare, ma lei è una numero uno e contro la Dynamo lo ha dimostrato”.

Grande la gioia del presidente Giancarlo Sorbini, che nel pomeriggio era stato raggiunto dalla notizia – sconvolgente per tutto l’ambiente – dell’arresto del medico sociale Alfredo Bressan.

Con Pedullà è arrivata qualcosa in più, sicuramente, ma non vorrei sembrasse che Paolo Tofoli non sapeva fare il suo lavoro. Luciano ha dato la sterzata giusta, quella che tutti noi aspettavamo. Di inattesa c’è solo – anche se ovviamente ne siamo felici – la vittoria di queste proporzioni contro una squadra russa di valore qual è la Dynamo Mosca. La strada è ancora lunghissima e lo sappiamo, però dimostra che la Scavolini può giocarsela ed è questo che ci fa piacere. Volevamo che le prime a rendersene conto fossero proprio le ragazze, ma anche il pubblico. Battere le russe dà morale”.

Bene in tante cose, a partire dai fondamentali…
In verità, una tiratina d’orecchie la darei proprio alle ragazze. Noi lo sapevamo e l’abbiamo detto sempre che ci sarebbe voluto tempo perché sono molto giovani, ma che la squadra è buona. E’ stato bello vederle impegnate in difesa e rigiocare dopo un attacco andato male, notare che dopo una battuta sbagliata non c’era la faccia dei giorni peggiori. L’atteggiamento è stato quello giusto, magari potevano esibirlo prima… però l’autorevolezza diversa del professore probabilmente ha inciso”.

E le ragazze come hanno vissuto il periodo più difficile della storia recente della Robur? La risposta è di Francesca Ferretti, il capitano. “Partire con cinque sconfitte non è stato semplice da vivere, ma la cosa bella di questa società è che seppure c’erano dispiacere, pressione, tensione, non ce le hanno fatte sentire troppo. Di solito i cambiamenti provocano una rivoluzione, contro Mosca si è vista. Dobbiamo continuare così, magari con il sostegno di tutti. Lo sport è questo, oggi si vince domani si può perdere, non è scontato rimanere ai vertici”.

La Scavolini gioca domenica a Villa Cortese, contro l’MC Carnaghi che invece ha perso a Cannes. La squadra lombarda allenata da Marcello Abbondanza, già coach delle colibrì, schiera le ex biancorosse Berg, Guiggi e Puerari, e presenta la canadese Sarah Pavan, schiacciatrice di 26 anni alta 1,96, che dopo due stagioni a Conegliano era andata in Corea del Sud, ma è tornata in Italia dopo una sola stagione. A Cannes, mercoledì sera, Pavan ha totalizzato 27 punti, risultando la terza realizzatrice della prima giornata di Champions League, dopo Neslihan Darnell (30) dell’Eczacibasi Istanbul e Polina Rahimova (27 in 3 set) del’Azerrail Baku. Incredibile ma vero, le statistiche della Cev (federazione internazionale di pallavolo) non sono aggiornate, ma Serena Ortolani (20) è settima.

Mercoledì prossimo, le colibrì saranno a Belgrado, ospiti della Crvena Zvezda della bravissima Ana Bjelica, quattro giorni dopo giocheranno i casa con Pavia. Purtroppo, la partita si disputerà alle ore 16 e metterà in difficoltà sia la stampa che i tifosi. Un paio d’ore dopo, infatti, all’Adriatic Arena sarà di scena il derby tra Scavolini Siviglia e Fabi Shoes Montegranaro. E non sarà possibile seguire entrambe le partite, a meno che Scavolini-Riso Scotti non termini in 60-90 minuti. Ancora una volta ci si fa male da soli. Ma non si poteva anticipare a sabato sera?

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