Di Domenico: “Varotti vuol vender pane per focaccia”

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3 dicembre 2011

di Alessandro Di Domenico*

Alessandro Di Domenico

Il consigliere Pdl Alessandro Di Domenico

PESARO – Varotti, Direttore Confcommercio, nel prendere le difese, scontate, di Ippaso, cade nell’errore di voler vendere “pan per focaccia” dando un’interpretazione infelice dell’accaduto, infatti io non ho mai contestato il fatto che Ippaso avesse votato a favore della delibera.

Se la stampa avesse pubblicato il mio intervento per intero sin dall’inizio sarebbe emerso che condividevo le scelte di Ippaso, di votare la delibera, proprio per la sua appartenenza alla confcommercio della quale è il segretario comunale.

Allo stesso tempo chiedevo che riflettesse sul fatto di dimettersi dal gruppo, per il semplice fatto che tutto il gruppo aveva deciso di non garantire il numero legale alla maggioranza, cosa che lui ha disatteso senza neppure una motivazione.

Quindi tutte le riflessioni di Varotti sul modo di “fare politica”, per giunta di opposizione, sono fuori tema e fuori luogo.

Anche le considerazioni sul mio fare politica, che spesso è in contrasto con il gruppo, ed è vero, non rientra mai in vicende analoghe a quelle che hanno riguardato Ippaso.

Se mai fosse accaduto, stiamo certi, che qualcun altro non avrebbe perso tempo di chiedere le mie, di dimissioni.

Ma questo vale anche per il resto dei componenti del gruppo. Mai, nessuno dei Consiglieri Comunali del P.d.L., fino a Lunedì scorso, ha mantenuto il numero legale alla maggioranza, piuttosto è accaduto il contrario, tutti insieme siamo usciti dall’aula proprio per non garantire i 21 voti utili ad approvare le delibere o mozioni o ordini del giorno.

Anche quando il sottoscritto votò in passato con la maggioranza le delibere di urbanistica, allora ero nell’UDC, oltre a non garantire il numero legale, infatti ero il 22 esimo, nel gruppo c’ero solo io, quindi non misi in difficoltà nessun altro Consigliere Comunale UDC.

Sul mandato elettorale si può dire di tutto: se l’eletto è legittimato dalle sue preferenze, anche in questo caso, visto che sono stato il Consigliere P.d.L. Più votato insieme a Bettini, le mie scelte, o indicazioni, dovrebbero essere più rispettate. Tenuto conto che non è così, allora lasciamo stare chi ci ha votato e le diverse interpretazioni di legittimazione elettorale.

Piuttosto Varotti dovrebbe spiegare come può un consigliere comunale indossare la giacchetta dell’opposizione il Lunedì pomeriggio, quando c’è il consiglio comunale, e il giorno dopo indossare la “giacchetta del rappresentante di categoria “ che siede al tavolo delle trattative con  la maggioranza, contro la quale, il giorno prima, aveva contestato. Lo vedo piuttosto inusuale, ma siccome c’è il mandato elettorale si vede che va bene così, no?

*Consigliere comunale Pdl

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