Lacrime, sangue e un paradosso chiamato Imu

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9 dicembre 2011

IL PARADOSSO DELL’IMU

 

Luca Ceriscioli e Franco Arceci

Il sindaco Luca Ceriscioli e il suo portavoce Franco Arceci

PESARO- Strano scherzo del destino quello dell’Ici sulla prima casa. Quando il governo Berlusconi la tolse, i comuni italiani protestarono perché avrebbero avuto meno entrate e così è stato. Ora che il governo Monti la vuole ripristinare chiamandola Imu, tutti pensano che i comuni avranno più soldi da gestire, ma in realtà ne avranno di meno.

Un vero e proprio paradosso che oggi è stato spiegato dal sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli, che da buon professore di matematica si è messo a fare i calcoli dopo aver letto il testo del decreto ribattezzato Salva Italia. “Ai due milioni di taglio già previsti dal governo Berlusconi per il 2012 – dice il sindaco – si aggiungono i tre milioni di taglio che prevede il governo Monti sempre per il 2012. Ma la sorpresa più grande è stata guardare i dati dell’Imu perché, con i funzionamenti che deve avere, rende a Pesaro un ulteriore taglio di cinque milioni. Il totale raggiunge quindi dieci milioni di euro, che è una cifra enorme, pari ai tagli dei quattro anni peggiori della storia di Pesaro”.

Sembra assurdo ma è così. I pesaresi si troveranno a pagare tredici milioni di euro in più rispetto all’anno scorso per un’imposta comunale e questi soldi non solo finiranno nelle casse statali ma il governo ne chiede cinque in più.

E Ceriscioli pensa subito ai salti mortali che la giunta dovrà fare per la quadratura del bilancio, visto che l’anno scorso è stato già un mezzo miracolo assorbire un taglio da tre milioni riformando i servizi, ma senza chiuderli e senza chiedere più tasse (anche perché sono già al massimo). “Sarà impossibile – continua il primo cittadino – chiudere il bilancio senza utilizzare leve fiscali e si corre comunque il rischio serio di dover chiudere alcuni servizi che offriamo ai cittadini. Perché lo Stato anche quest’anno non chiuderà il suo bilancio in pari, mentre noi con questo taglio gigantesco dobbiamo far tornare tutti i conti, rispettando pure il patto di stabilità che non viene alleggerito e quindi pesa ancora di più sulle nostre finanze”.

Sarà un caso, ma finita la conferenza e passando per la piazza dove si può ascoltare la musica che allieta le vie del centro nel periodo natalizio, trasmettevano la canzone Killing me softly, che tradotto significa “uccidendomi dolcemente”. Chissà se Ceriscioli la canterà a Monti dopo l’approvazione della manovra.

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