Domani si gioca, l’ex Marchesi contro le Colibrì

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12 dicembre 2011

 

Riccardo Marchesi

Riccardo Marchesi, ex allenatore delle Colibrì oggi a Piacenza

di Luciano Murgia

PESARO – Subito in campo, e forse è anche un bene come ha dichiarato Luciano Pedullà il giorno della presentazione: “Molte partite da giocare potrebbero essere un vantaggio, perché dovremo essere subito dentro la gara senza avere troppi pensieri in testa”.

Archiviato il primo successo stagionale in campionato, la Scavolini torna al PalaCampanara per ospitare la Rebecchi Nordmeccanica Piacenza (domani, martedì 13 dicembre, ore 20,30, arbitri Stefano Ippoliti e Massimiliano Bartoloni). E’ il recupero della prima giornata di andata non disputata su ordine del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio a cui si era rivolto il presidente di Forlì contro il ripescaggio delle piacentine.

Nello sport non ci sono certezze – commenta Riccardo Marchesi, coach piacentino -, ma quando è stata rinviata la partita di domenica 9 ottobre, la mia squadra era in gran forma. Pensate che ottenemmo dall’allenatore americano di fare arrivare il nostro libero Davis, impegnata nella preparazione alla World Cup. Ebbe il permesso per tre giorni. Arrivò, si allenò e non giocò”. Onestamente, lo confidò anche Paolo Tofoli, quando – pure amareggiato per i problemi che viveva la pallavolo, dichiarò: “Non sono contento per il movimento pallavolistico, ma questo rinvio ci favorisce”. Un paio di mesi e qualche giorno dopo, alle colibrì il compito di non smentire, almeno in questo, il loro ex allenatore. Non sarà facile, però, perché Piacenza, rispetto alle colibrì, squadra nuova, giovane e non molto esperta, propone un gruppo che, non solo per l’età media (quella del sestetto è di oltre 32 anni), è decisamente più navigato.

Ovviamente, anche a tanta esperienza in più si affida Marchesi, l’ex tecnico delle pesaresi che, dopo avere vinto lo scudetto sostituendo Angelo Vercesi, era tornato a fare l’assistente di Paolo Tofoli. E forse forse non si era sentito ripagato dalla dirigenza Robur…

Che, come già Ilaria Garzaro qualche settimana fa, anche Marchesi abbia qualche sassolino da togliersi?
Le mie scarpe sono comode, non ci sono sassolini e neppure sabbia. Non ho niente contro Pesaro, solo un ricordo straordinario. Urbino mi ha scoperto, Pesaro fatto crescere. Ancora oggi ci sentiamo per parlare di tutto, il mio rapporto con la Robur è stupendo”.

Lei arriva alla guida di una squadra molto esperta, contro una Scavolini rinnovata e ringiovanita.
E’ vero, sono due squadre diverse. Credo che la Scavolini abbia la necessità di dimostrare le ragioni di un esonero. E che la ragazze vogliano essere all’altezza di chi le ha precedute. Per farlo è necessario resettare e ripartire. A mio parere, la Scavolini è una squadra molto forte, con un limite, la ricezione: mi sembra il loro punto debole. La Scavolini non ha avuto la possibilità di lavorare subito insieme. E’ accaduto anche in passato, ma allora c’erano sette anni di programmazione, di lavoro comune e si era creata una struttura che permetteva di ovviare al problema di quest’anno. Una situazione precaria, ma – come spiego ai miei dirigenti – la conseguenza delle scelte che fai se vuoi prendere giocatrici di livello. E’ normale che chi ha un certo valore giochi in nazionale, magari anche in un Paese di minore valore pallavolistico, ma sempre impegnato a livello internazionale. E sono i club a faticare prima di trovare l’identità. Ribadisco che la Scavolini è una squadra molto forte, con un gran potenziale, formata dalle “vecchie” Ferretti, Monica De Gennaro e Manzano, ma anche Saccomani, e dalle nuove. Una squadra giovane, alta, che ha tutte le potenzialità per fare bene. La classifica attuale non rende idea del valore di Pesaro. Ma adesso conta solo restare tranquilli, lavorare con impegno e vincere… possibilmente da mercoledì”.

Per certi aspetti, lei ha vissuto un’analoga situazione nella stagione 2009/10, quando prese il posto di Vercesi e vinse lo scudetto.
Mi sembrano situazioni un po’ diverse, sicuramente con confrontabili. Allora, Pesaro era reduce dall’era brasiliana, da anni di successi, da una straordinaria affermazione in Italia e in Europa. Quella stagione, che seguiva i due scudetti, avevamo problemi fisici pian piano risolti. Oggi, le nuove hanno voglia di dimostrare di non essere da meno, di essere all’altezza di chi le ha precedute, di Guiggi a Costagrande, di Mari a Sheilla, di tutte le altre. Non voglio fare tutti i nomi per non dimenticarne qualcuno”.

Lei ha sottolineato che la ricezione è il punto debole della Scavolini. I numeri lo confermano. A Pesaro si confida di risolverlo grazie a Luciano Pedullà, un gran lavoratore, un professore di fondamentali.
Luciano è fra i competenti a lavorare con le giovani. La sua storia è davanti agli occhi e propone un fenomeno straordinario, Omegna, dove ha fatto crescere giocatrici che, come Lo Bianco e Cardullo, sono diventate stelle della pallavolo mondiale. Era in palestra oltre quattro ore al giorno e i risultati si sono visti. Pedullà ha l’esperienza per arrivare, capire e fare subito bene”.

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