“Attentato alla giustizia”, il libro del Gip di Palermo Piergiorgio Morosini

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15 dicembre 2011

Iniziativa della Provincia, del Comune di Pesaro e dell’Associazione nazionale magistrati-sottosezione di Pesaro

 

Piergiorgio Morosini

Il giudice Piergiorgio Morosini

PESARO – Su iniziativa della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro e dell’Associazione nazionale Magistrati (sottosezione di Pesaro), verrà presentato sabato, alle ore 17, nella sala del consiglio comunale (piazza del Popolo), il libro del magistrato Piergiorgio Morosini, Gip del Tribunale di Palermo, dal titolo “Attentato alla giustizia. Magistrati, mafie e impunità” (edizioni Rubettino). All’incontro interverranno il vicesindaco Giuseppina Catalano, il presidente della Provincia Matteo Ricci e un rappresentante del Tribunale di Pesaro.

Dopo aver partecipato, il 5 dicembre scorso, all’intitolazione del campus scolastico dell’Itis di Urbino a Padre Pino Puglisi e a due incontri con gli studenti di Urbino e Pesaro, il giudice Morosini, titolare di numerosi processi a Cosa Nostra ed estensore di sentenze relative ai capi storici della mafia, torna a Pesaro per presentare il suo libro in anteprima, favorevolmente colpito dal progetto “Il Luogo, la Memoria, l’Esempio” portato avanti dalla Provincia con istituti scolastici superiori, Associazione nazionale Magistrati, istituzioni e associazioni (che hanno creato una “rete” sui temi della legalità e responsabilità, lavorando insieme ai giovani).

Il libro parte dall’assassinio, nel febbraio 2010, davanti al Palazzo di Giustizia di Palermo, dell’avvocato Enzo Fragalà. Tra le ombre che ancora avvolgono il caso, l’autore cerca di ricostruire la vicenda, offrendo una chiave di lettura su una possibile matrice mafiosa e collegando idealmente il caso Fragalà con un più ampio progetto di impunità dei boss, coltivato grazie a complici nelle istituzioni, nelle libere professioni, nell’imprenditoria. Un progetto fatto di elezioni truccate, ricatti e stragi, che prevede trattative con lo Stato e tentativi di “farsi Stato”, come nel convulso biennio 1992 – 1993.

Un capitolo è dedicato anche alle mafie nelle regioni del centro-nord Italia, ricostruendo i patti oscuri tra boss e imprenditori locali, liberi professionisti, banchieri, uomini delle istituzioni. Storie di “ordinaria camorra” tra Rimini, Riccione e San Marino, di ‘ndrangheta a Milano, mafia in Liguria e Veneto.

Il libro – spiega il giudice Piergiorgio Morosiniè un’occasione per riflettere sui successi ma anche sui limiti dell’antimafia giudiziaria, alla ricerca di proposte concrete per un’azione più incisiva, nel rispetto delle regole dello Stato di diritto, secondo la lezione di Giovanni Falcone”.

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