Dalmonte: “Alleno uomini veri, non toccateli”

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15 dicembre 2011

Luca Dalmonte

Il coach della Vuelle Dalmonte (foto Marco Giardini)

di Luciano Murgia

PESARO – Se i feroci contestatori avessero assistito alla conferenza stampa di questa mattina, forse, anzi senza forse, avrebbero maggiore rispetto di Luca Dalmonte, uomo – prima di tutto – e allenatore. Nessuno vuole fare cambiare idea a chi ha le proprie convinzioni e le esprime civilmente, ci mancherebbe altro, ma invitare a lasciare la contestazione in un binario di civiltà, senza insulti, epiteti fuori luogo è chiedere troppo? Forse abbiamo un’idea troppo romantica dello sport e dovremo accontentarci di assistere solo alle partite di pallavolo dove si respira ancora (sperando sia immune al contagio che proviene da altre discipline) un clima felice, ma – non da oggi, da sempre, dagli anni di Skansi prima e Bianchini poi – ci piacerebbe vivere lo sport come mezzo di miglioramento di se stessi, non di abbrutimento, odio, rancore, quasi sempre a senso unico contro gli allenatori.

E’ evidente che Luca Dalmonte sta vivendo un periodo difficile. Non lo nasconde e non si nasconde, ma difende la società, la squadra, i suoi giocatori, mettendo da parte se stesso. Domani racconteremo di Cremona, della sfida alla Vanoli Braga, dei cambiamenti apportati al roster a disposizione di Attilio Caja, dei temi tecnico-tattici sviscerati nel consueto appuntamento settimanale con gli organi d’informazione. Oggi ci preme raccontare le sensazioni provate nella stanza della palestra di Baia Flaminia dove lavorano il coach, i suoi assistenti e il preparatore atletico.

Come sta vivendo l’allenatore imolese l’attesa per la partita di Cremona: solo una trasferta o un incrocio molto particolare?
Senza tanti giri di parole, andando dritti all’obbiettivo: un irresponsabile metterebbe se stesso al primo posto, davanti a tutto il resto. La Scavolini Siviglia deve prepararsi al meglio e giochi a Cremona per vincere la partita, questo il mio proposito. Il malcostume di mettere se stessi prima di ogni altro, andrebbe punito, non faccio parte di questa tendenza. Credo che il bene della Vuelle sia prioritario, a prescindere”.

Un tema che il coach ripete, quasi gridando, per farsi intendere anche da chi ha difficoltà a capirlo.
Detesto ai limiti dell’intolleranza chi mette se stesso, il proprio io prima di ogni comune obbiettivo. Lo dico per rafforzare il concetto. L’obbiettivo è giocare la partita e vincerla, indipendentemente dalle situazioni che mi possono riguardare. Credo sia corretto, moralmente e professionalmente, sottolineare che la mia posizione di oggi è infinitamente lontana dall’obbiettivo che ha la squadra per la partita di Cremona. Che una vittoria possa fare bene a me, non mi interessa. Io tengo solo che vinca la Victoria Libertas”.

Quando le cose vanno male, anche le pietre di Piazza del Popolo sanno tutto di tutti, in particolare di cosa avviene nello spogliatoio. Così, c’è chi racconta che la squadra è contro l’allenatore, che White e Hickman remano per proprio conto… Dalmonte respinge ogni dubbio sul gruppo e difende a spada tratta i giocatori, tutti, dal primo all’ultimo.

Che nessuno mi tocchi i giocatori, che nessuno li strumentalizzi. Sono persone oneste e professionisti seri. Rispetto l’opinione di tutti, non rispetto le strumentalizzazioni. I giocatori sono persone sane, uomini seri, professionisti ricchi di etica del lavoro, dell’impegno. E nessuno si permetta di strumentalizzare questa situazione per creare un qualcosa che non c’è… Io rispetto chi mi contesta perché non ho cambiato Hickman o un altro… preferisco che mi si dia dell’incapace, non del figlio di buona donna. Rispetto tutti, perché vorrei essere rispettato. Ma a chi vuole strumentalizzare i miei giocatori, dico: non toccateli, e non toccate i loro princìpi, perché sono uomini veri. Chi lo fa, non vuole il bene della Victoria Libertas. Adesso la domanda la faccio io. Chi vuole davvero bene alla Vuelle?”.

Dopo tra cadute, rialzarsi diventa più difficile, soprattutto moralmente…
La vita – sia personale sia lavorativa – è fatta di su e giù. Non è importante cadere, sono caduti anche i più grandi. C’è una differenza però tra chi è caduto ed è rimasto a terra e chi si è rialzato anche dopo avere subito uno, due, tre pugni in faccia…”.

La Scavolini Siviglia proverà a rialzarsi domenica a Cremona. E per Luca Dalmonte non sarà solo una partita in trasferta, ma probabilmente l’incrocio decisivo di tre stagioni a Pesaro. Che la squadra sia con lui è una buona base. Non basta, però. Serve coraggio, forza morale, per trasformare le parole di Dalmonte in fatti concreti.

Cremona ha ufficializzato Tušek, che ha preso il posto di Michalis Kakiouzis, subito ingaggiato per il resto della stagione dall’Acea Roma. Ancora Cremona ha annunciato ieri sera che è stato accolto il ricorso avverso alle due giornate di squalifica comminate ad Andrea Cinciarini. La sospensione è stata ridotta a una giornata, commutata automaticamente in ammenda. Sembrano trascorsi secoli, ma niente è cambiato nel passaggio dalla pallacanestro al basket. Come scriveva Aldo Giordani qualche decennio addietro, la Federazione è una macchina succhiasoldi.

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